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Recensione L’inattesa piega degli eventi, di Enrico Brizzi

Immagine di L'inattesa piega degli eventi

Prima difficoltà: il posizionamento. Nel senso che sui miei (insufficienti) scaffali, ho adottato da un po’ una suddivisione per editore che non rispetto soltanto per due categorie: i libri di fotografia e quelli di carattere sportivo.

L’ultimo Brizzi andrebbe fra i romanzi, ma l’ambientazione è di gran lunga calcistica e di ampio respiro sportivo sono anche – probabilmente – le pagine migliori; quindi credo che lo infilerò fra un magnifico Soriano e la prima edizione di “Febbre a 90” (altro posizionamento sullo scaffale che mi ha tolto qualche ora di sonno).
Temo già l’avvicinarsi di folate di critica per la leggerezza dell’impianto complessivo di questo romanzo, ma ogni tanto un momento di sana lettura d’evasione un po’ ci vuole: non un capolavoro, certo, ma la fanta-storia di una Italia fascista (e repubblicana) negli anni 60 – con Mussolini in agonia e le prevedibili correntone interne al PNF – e l’ambientazione nelle colonie africane sono convincenti, ed il racconto della fantomatica Serie Africa di calcio regge e si fa leggere con piacere.

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