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Storia di una fotografia: la Francia in lacrime

Ci sono fotografi famosi.

Ci sono fotografie famose.

E c’è una celebre fotografia in cui non è soltanto dubbia l’identità dell’autore dello scatto, ma persino l’esatta occasione in cui sia stata realizzata.

Ciò nonostante, o forse esattamente per questo, la forza espressiva di questa fotografia è immensa, al punto da essere diventata una delle vere e proprie icone nel racconto per immagini della seconda guerra mondiale. E, insieme, il ritratto di una nazione intera.

 

Siamo nel 1940: l’Europa sembra ormai stabilmente “fascista o fascistizzata”, secondo una definizione mussoliniana allora piuttosto in voga. Dopo aver rapidamente spartito con Stalin la Polonia, la Germania hitleriana si è diretta verso ovest, travolgendo con una velocità quasi imbarazzante tutte le resistenze alleate. In particolare, le difese francesi si sono sbriciolate come un wafer inzuppato in una tisana calda, ed il 14 giugno (a poco più di trenta giorni dall’invasione di Belgio e Paesi Bassi) le truppe naziste sfilano a Parigi.

E’ in quell’occasione che, secondo la versione ufficiale, viene scattata questa fotografia: la didascalia dell’immagine conservata negli archivi militari americani recita del “pianto di un cittadino francese durante la sfilata della vittoria tedesca lungo gli Champs-Elysees”, attribuendola ad un fotografo della Fox Movietone News, George Mejat.
La realtà è che sia l’attribuzione che il luogo stesso della ripresa sono incerti: studi di appassionati sembrano aver identificato nelle strutture metalliche sullo sfondo un punto preciso del porto di Marsiglia da cui contingenti francesi del sud stavano, in quei giorni, abbandonando il suolo patrio per rifugiarsi in Inghilterra. Altre interpretazioni posizionano storicamente questo scatto in una occasione simile, ma in quel di Tolosa.

Poco importa, come si diceva. Il fatto che una delle fotografie più celebri dello scorso secolo, una immagine che racchiude perfettamente una storia – una emozione – un sentimento, non abbia trovato un genitore certo ed un luogo di nascita sicuro mi rassicura ulteriormente sulla straordinaria forza di questo mezzo di espressione, ed ammanta di ulteriore poesia un bianco e nero che non potrà sbiadire perchè troppo intriso dalle piccole e grandi disperazioni che viviamo ogni giorno.

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