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Francesca Woodman in mostra a Milano

Francesca Woodman

Il Palazzo della Ragione di Milano dedica una retrospettiva di 116 fotografie e 5 video alla breve opera fotografica della statunitence Francesca Woodman. E dopo una serie di mostre assolutamente soddisfacenti ospitate nella bella location di Piazza Mercanti, devo confessare di essere uscito dalle sale con un punto di domanda pervicacemente tatuato sul lobo frontale.

Non mi limito a sottolineare come la dimensione degli scatti – originali e dunque non riproducibili, per carità – rendessero la fruizione visiva decisamente complessa; il punto è che dopo essersi goduti McCurry nella stessa cornice, le differenze in termini di allestimento e – soprattutto – di artista ospitato lascino un po’ perplessi.

Lascio la parola a V. per una sua impressione:

“Ossessivamente ripetitiva nelle sue immagini di muri sporchi e cadenti, che dovrebbero esaltare i corpi perennemente nudi e pressoché sempre senza volto, che mal si conciliano con i numerosi autoscatti, che, per ammissione dell’artista, sarebbero dovuti solo alla carenza di modelle disponibili, mah…
Il profano avverte chiaramente vi sia qualcosa che disturba l’autrice e che la blocca all’interno di un circolo vizioso dal quale avrebbe potuto uscirne con una evoluzione creativa. Pare invece che al gettarsi con passione nel proprio lavoro, abbia preferito la finestra.
Nei minuscoli scatti non si percepisce alcun dramma, alcuna denuncia e neppure una provocazione, mi domando quindi se il genio sarebbe stato altrettanto celebrato qualora la signora Woodman fosse rimasta tra noi un pochino oltre i rivendicativi anni ’70. 

Quesito per Alf: La evidente predilezione della luce naturale proveniente da destra, deve farmi credere che fosse mancina?”

Come si dice dalla mie parti, “pòl esser”. E’ un dubbio legittimo che, tra l’altro, racconta di un certa povertà negli schemi illuminativi…
I corpi (o il corpo) della Woodman scompaiono nei muri e nelle decadenze che li circondano, in una sorta di annullamento che vorrebbe forse trasmettere qualcosa, ma finisce per comunicare ben poco. Ne sono testimoni i volti dei visitatori incrociati, penosamente assorti nel domandarsi che cosa distinguesse così profondamente questi scatti da molti altri – meno celebrati – che abbiamo visivamente incrociato.

Insomma, come racconta V., saremmo qui ad interrogarci sulla cifra stilistica dell’autrice se la sua vita non avesse avuto risvolti da rotocalco (incluso volo suicida a 23 anni) e le sue immagini non ci mostrassero larghi tratti di pelle nuda e cespuglio incolto? E’ un pensiero caratteristico nelle recensioni di artisti che abbiano fatto della provocazione un tratto distintivo della loro opera. Il fatto è che neppure io ho colto nel breve percorso della Woodman nè un segno distintivo che abbia influenzato radicalmente la scena fotografica nè – appunto – una forza provocatrice capace di far riflettere.

Milano, Palazzo della Ragione, Piazza Mercanti, fino al 24 ottobre

Orari
Da martedì a domenica h 9.30 – 19.30
Giovedì h 9.30 – 22.30
Lunedì h 14.30 – 19.30
La biglietteria chiude un’ora prima

Biglietti
Euro 8,00 intero
Euro 6,50 ridotto

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Comment(1)

  • Dicevano di noi...
    10/10/2010 at 00:55

    # 1
    Doisneau l’hai visto ?Vengo il 23 e 24 e di roba da vedere ne ho segnata tanta, in più dom. pomeriggio ho pure prenotato per il concerto della Verdi all’Auditorium. Magari ci incontra in qualche libreria !!
    Di walter (inviato il 10/10/2010 @ 22:14:49)

    # 2
    Prevedibilmente in libreria del Corso : – ) Doisneau ancora non visitato, ma a brevissimo!
    Di Alf (inviato il 10/10/2010 @ 22:32:02)

    # 3
    Premesso che ho visitato la mostra e che ho trovato questa pagina mentre per caso cercavo altro sulla Woodman su internet, non ho potuto fare a meno di notare lo scarso interesse nonché la scarsa considerazione che è stata espressa su questo articolo per quanto riguarda il lavoro della Woodman. Ora, io sicuramente non sono un critico e nemmeno un’esperto di fotografia, mi avvalgo anzi di una semplice preparazione da Liceo Artistico per quanto riguarda l’arte e questo genere di mostre in sé, ma trovo che la mostra dalla Woodman per quanto le opere esposte siano ristrette (in numero e dimensione visto che è stata criticata anche per quello) siano più che sufficienti ad appassionare, non dico il pubblico in larga scala, ma chi come me magari ha visitato la mostra ed è riuscito a captare una profonda ammirazione per l’artista in sé.Si poteva presumere che non si parlasse di un’artista di spacco, non un nome altisonante o famoso come chi l’ha preceduta e l’ha ispirata come per esempio Man ray, ma non vedo per quale motivo vada per questo snobbata e trattata con sufficienza.Mi interrompo quì perché credo che gli argomenti su cui discutere potrebberò essere molteplici e 1000 parole non bastano affatto.Cordiali saluti ai visitatori e agli amministratori,
    Di Christian (inviato il 20/10/2010 @ 13:11:57)

    # 4
    Aggiungo inoltre che lo spazio espositivo (ovvero il primo piano di palazzo della Ragione) sarà stato misero ma l’ho comunque trovato in linea con il lavoro della Woodman, sempre circondata da materiali freddi come i muri vuoti, le mattonelle, il vetro che lei stessa apprezza apertamente e anche il legno presente nel pavimento a Provvidence come in alcune foto all’aperto in Colorado.Ho letto di luce e cespuglio incolto nei nudi ma quello che ho percepito io è stato semplicemente una forte influenza riguardo l’anatomia classicista e sinceramente un’artista capace di esprimersi (a prescindere dai soggetti, sé stessa il più delle volte) in una maniera così chiara e diretta a 13 anni mi crea un profondo stupore nonché un’ammirazione per una donna che avrei voluto seriamente conoscere dal vivo.
    Di Christian (inviato il 20/10/2010 @ 13:20:47)

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