//Letizia Battaglia, fotografie per non dimenticare

Letizia Battaglia, fotografie per non dimenticare

By | 2011-05-01T16:25:40+00:00 novembre 23, 2010|Fotografia|

Bruno Mondadori pubblica uno splendido libro di Giovanna Calvenzi intitolato “Letizia Battaglia. Sulle ferite dei suoi sogni” e dedicato alla fotografa palermitana.
Come spesso ci accade, tendiamo a dimenticare creatività e professionalità italiane che ci vengono invidiate un po’ in tutto il mondo, e ben venga, quindi, un volume che ricorda una verità incontrovertibile: Letizia Battaglia è una delle più grandi fotoreporter della storia della fotografia.

Pur non essendosi dedicata esclusivamente alla cronaca, infatti, è innegabile che siano i bianconeri con cui la Battaglia ha raccontato la Palermo ferita dalla mafia il vero centro della sua attività di fotografa. E sono immagini che – come è tipico delle grandissime fotografie – raccontano una storia ed insieme dipingono dettagli ed emozioni, con una forza ed un impatto sulla coscienza di chi le guarda misurabile solo dalla scala Richter.

In un periodo storico in cui le tematiche legate alla legalità e alla lotta alla criminalità organizzata non devono scivolare in secondo piano, le fotografie della Battaglia raccontano di sguardi feriti, di speranze tramontate, di lutti divenuti parte della vita quotidiana. Scatti quasi “disturbanti” – per citare una mostra presente a Milano in questi giorni – che non cercano il facile sensazionalismo ma vogliono tradurre in immagine un monito importantissimo: le foto sono qui, guardatele, magari impressionatevi, ma che nessuno distolga omertosamente lo sguardo. Che nessuno sostenga che le mafie non esistono, insomma, perchè i cadaveri ritratti dalla Battaglia sono lì a dimostrarlo, dalle prime pagine di quel giornale coraggioso che fu “l’Ora”. E che nessuno provi a minimizzare il fenomeno, perchè i corpi straziati dalle pallottole, gli sguardi persi di chi ha perso un eroe (Rosaria Schifano), le macchie di sangue sull’asfalto sono lì, ritratte dalla Battaglia, a ricordare.

 

Dici Alfonso e pensi alla sua amata Triestina, alla sua biblioteca (rigorosamente ordinata per case editrici) che cresce a vista d’occhio, alla Moleskine rossa sempre in mano e alla adorata Nikon con la quale cattura scorci di quotidianità, possibilmente tenendo il corpo macchina in bizzarre posizioni, che vengono premiati ma non pensiate di venirlo a sapere. Se non vi risponde al telefono probabilmente ha avuto uno dei tanti imprevisti che riuscirà a tramutare in un esilarante racconto di “Viva la sfiga!”. Perché lui ha ironia da vendere ed un vocabolario che va controcorrente in questo mondo dominato dagli sms e dagli acronimi indecifrabili. Decisamente il più polivalente di tutti noi dato che è… il nostro (e non solo) Blogger senior che con il suo alfonso76.com ha fatto entrare la blog-o-sfera nella nostra quotidianità.

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