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Top Jazz 2010, il trionfo del Friuli

Mi sembra di entrare per un attimo nella testolina (rossa) di mio fratello:
“Allora, Alf vuole un altro pezzo sul jazz, e io me la cavo così: scrivo un articolo stracolmo di elogi verso Udine e i friulani, lui è nato a Trieste quindi non lo pubblica, e non può più rompere gli zebedei”

Caro Luca, ecco il tuo pezzo pubblicato. Non mi faccio mica fregare facilmente, io.
F.to
Alf76

Ah si, bisogna parlare di jazz…
Dopo avervi tediato la volta scorsa sul perché e per come mi sono avvicinato a questa splendida musica libera, visto che qualcuno continua a volermi leggere, va bene, lo farò, parlerò di jazz…

Qual’è miglior occasione se non il “Top Jazz 2010”?
Per chi non segue – sfortunato lui – si tratta di un bel referendum (siamo alla ventottesima edizione ed i risultati sono ancora in edicola sul numero di gennaio) indetto dalla nota rivista nazionale “Musica Jazz” che invita oltre sessanta critici a valutare il nostro jazz nazionale.
Occasione ghiotta per tutti per comprendere cosa pensano le nostre migliori “penne”, ma soprattutto per me, perché – e ve lo dimostrerò – il jazz della mia regione, il Friuli Venezia Giulia, ne esce particolarmente bene!
Insomma, per chi non ha ancora capito, sarà un post leggermente di parte!

Innanzitutto “Disco dell’Anno” è risultato essere “X (Suite for Malcom)”, ottimo progetto del sassofonista friulano Francesco Bearzatti! La formazione del disco, il Tinissima Quartet, prende già nome dal precedente lavoro discografico del musicista originario di San Martino tutto dedicato ad una delle più importanti e storiche fotografe italiane, quella Tina Modotti della quale, credo, mio fratello (!) abbia già scritto su queste pagine. Guarda caso è stata anche votata quale “Formazione dell’Anno”: loro, al secolo, sono appunto Francesco Bearzatti, Giovanni Falzone alla tromba, Danilo Gallo al contrabbasso e Zeno De Rossi alla batteria. Non lasciateveli sfuggire: sono una potenza!
Fra i dieci dischi dell’anno compare anche l’”Howl” di Claudio Cojaniz, pianista originario di San Giorgio di Nogaro, e la sua N.I.O.N Orchestra: non fatevi ingannare dal nome della formazione (N.I.O.N è l’abbreviazione di Not in Our Name, il titolo dell’ultimo lavoro della Liberation Orchestra di Charlie Haden)! Qui è tutt’altra e più variegata storia! Questo “urlo”, dedicato “a tutti i bambini del mondo”, vuole essere un collettivo richiamo a destarsi! Se ne sente sempre più un gran bisogno!
Guarda caso, lo stesso Cojaniz compare terzo fra i dieci “migliori compositori ed arrangiatori dell’anno” (con lui, anche il triestino Roberto Magris) …
Nella Top Ten dei “musicisti dell’anno”, tralasciando i soliti e giustamente noti, si piazzano lo stesso Francesco Bearzatti (che si prende anche il secondo posto fra le “ance”) ed il compagno di strumento e regione (il Friuli Venezia Giulia, l’avevate capito?) Daniele D’Agaro (terzo pure lui fra le migliori “ance” nazionali)! La sua bellissima formazione, gli “Adriatics” (un esplosivo mix di musicisti italiani, perlopiù friulani, ed olandesi), compare anche fra le formazioni dell’anno!
Nella splendida Comeglians, paese della Carnia (montagne friulane, per intenderci) si svolge ogni anno l’immancabile appuntamento con “I Suoni della Montagna”: ecco, il posto giusto dove poterli ascoltare!
Terza formazione premiata anche gli Enten Eller, storico gruppo che vede oltre Massimo Barbiero (premiato fra i migliori batteristi), Maurizio Brunod (fra i migliori chitarristi) ed Alberto Mandarini (fra i migliori ottoni), tutti piemontesi, il nostro contrabbassista “bisiaco” – terra fra le due acque, Timavo ed Isonzo – Giovanni Maier (immancabile: terzo fra i migliori contrabbasisti)!
Seguono a ruota, nelle loro categorie, il pianista Glauco Venier, il batterista U.T. Gandhi, il flautista Massimo De Mattia! Tutti, chiaramente, friulani! Tutti con capacità enormi!

Insomma non c’è categoria dove non siano stati premiati musicisti jazz della mia regione!
Questa strana terra di confine, all’estremo nord-est dell’Italia, in continuo contatto con Slovenia ed Austria, sta scrivendo pagine sicuramente molto importanti per il nostro jazz nazionale.

Per chi, poi, vuol continuare a farsi del male ascoltando semplice “arredamento sonoro” o “musica per ascensore” , nessun problema: in Italia si è sempre in buona compagnia.

P.S.: Dimenticavo di sottolineare, che la maggior parte dei progetti discografici premiati sono stati registrati dal magico Stefano Amerio nel suo studio Artesuono di Cavalicco: dove? Ovvio: a due passi da Udine…

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