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Recensione film: “The Green Hornet 3D”

 

Chi è Green Hornet? È un paladino della giustizia? Dobbiamo considerarlo il nuovo supereroe mascherato? È un cittadino modello dalla doppia vita che vuole proteggere chi è più fortunato di lui? Oppure è semplicemente l’ennesimo teppistello? O, ben peggio, colui che spodesterà l’attuale re di droga, racket e prostituzione a Los Angeles? Sappiamo solo che viene visto sempre insieme ad un compagno di avventura, che parrebbe il suo autista nonostante la perfetta padronanza delle arti marziali, che entrambi portano una maschera verde e che a dispetto dei (molti) danni che si lasciano alle spalle, riescono sempre a far trionfare il bene sul male.

C’era una volta una serie radiofonica, Il Calabrone Verde, erano gli anni ’30 (un secolo fa!), periodo d’oro per gli eroi mascherati. Il programma spopolò al punto che, poco dopo, videro la luce una serie TV ed un fumetto – arrivato sino ai giorni nostri. Storia del giovane annoiato, lavativo, sbruffoncello, rampollo della dinastia Reid, che un giorno eredita l’impero del padre e non sapendo come riempire le giornate ed usare le nuove risorse decide, grazie all’aiuto della fidata “spalla”, di diventare un supereroe. Diciamocelo, non è che abbia le phisique du role: goffo, totalmente incapace di alcuna forma di difesa personale, non proprio una mente brillante, del tutto a digiuno di ingegneria e/o di armi e combattimento. Ma forse proprio per questo ci sta simpatico, è decisamente uno di noi, e solo grazie al supporto del vero genio, Kato, riesce a contrastare (con modi non del tutto ortodossi) malavita, malaffare e malcostume.

Dobbiamo sicuramente ringraziare la versione 35mm degli anni’60 per averci fatto conoscere Bruce Lee, mentre non so se questo lungometraggio 3D consacrerà qualche attore in quell’olimpo che è Hollywood. Motivo? Semplice! Qui abbiamo la più che affermata Cameron Diaz nei panni della intelligente ed inconquistabile assistente del “pesce lesso” Britt Reid jr.; Seth Rogen, giovane talento presente in molti dei cartoon e delle commedie prodotti negli ultimi anni, è il nostro maldestro calabrone verde; e Kato-Jay Chou, che ho appena scoperto essere una vera e propria miniera d’oromade in Taiwan nonchè la versione in lingua cinese di Robbie Williams. L’antagonista del Calabrone Verde, Sanguinosvsky, è Lui, il mitico, Christopher Waltz che, dopo aver vinto l’ambita statuetta giusto un anno fa, qui si concede un ruolo leggero: è il trafficante di droga – capo della malavita losangelina con cicliche crisi di autostima che lo portano (oltre a sfogarsi con un cannone-pistola) a cambiare look e nome, ah!

E c’è di più, rivediamo un attore che personalmente non incrociavo da American History X, ma soprattutto da Terminator 2. Sapete dirmi di chi stia parlando? : - )

Sta di fatto che Michael Gondry è riuscito a creare un film godibilissimo, dando vita a quella che possiamo definire la versione moderna del supereroe: sempre pronto all’azione, un po’ incosciente, con molta autoironia, che sdogana un nuovo concetto di bene/male nonostante a me Seth Rogen stia epidermicamente antipatico 😉

Pellicola adatta a coloro che non ne possono più di psicodrammi, che desiderano vedersi un film senza troppo pensare ed avere la certezza che sino all’età pensionabile la storia continuerà, episodio dopo episodio!

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Comment(1)

  • Rudy
    02/05/2011 at 22:31

    Un film di pura evasione. Per estraniarci dalle tribolazioni quaotidiane va senz’altro bene.

    Di Rudy ( ..non Ruby, chiaro?!)

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