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Cinema di San Valentino (e uno…): “Femmine contro Maschi”

Si lo so, sono una masochista, me la sono cercata ed ora chiedo aiuto*. Non ho ben capito quale fosse il senso di questo film : - (

La cosa più divertente (ma mentre accadeva non lo sapevo ancora) è stata la prima mezz’ora in sala, non sullo schermo, li non si vedeva granché. Ricordate tutti il primo giorno di scuola? Beh, sembra che in regia ci fosse l’apprendista stregone al suo primo giorno – niente audio, pellicola sfuocata, nastro messo sotto/sopra, un’esile figura in primo piano e… di punto in bianco una bella interruzione. Ilarità alle stelle (molta la comprensione) e posto il tenore del film a seguire, mi è sorto il dubbio che fosse un tentativo di suicidio del proiezionista: la pellicola 35mm non  è adatta!!!

Questo spin off del precedente e fortunato (anche se girato parallelamente) “Maschi contro Femmine”, è debole, plateale, noioso, talvolta addirittura vuoto, un insieme di stacchettini-ini da cabaret, tirato per i capelli decisamente peggio del fratello maggiore. Per ovviare alle debolezze di sceneggiatura, ancora una volta è stato saturato di storie parallele che si sfiorano. Quattro coppie sfasciate o sul punto di farlo. Tutte imperfette, tutte tristi, tutte inverosimili. Tutte che dovrebbero sottolineare gli errori più comuni, questa volta, del gentil sesso e di come si salvi, ma tutto ciò lo leggo perché non riesco a scovarlo tra i fotogrammi. Devo seriamente rivalutare il già positivo commento ad “Immaturi”, quello era un film, questo no! Ho il timore di aver assistito all’ennesima operazione commerciale, ad un pretesto per concedere visibilità a comici relegati al piccolo schermo.

Bisio e Nancy Brilli che si prestano ad un filmetto in cui una terrificante Wilma De Angelis è tra i protagonisti; un signor non-so-chi che interpreta l’improbabile pompista coniuge dell’urologa Luciana Littizzetto; una “cumpa” di amici  che non si comprende che ci stia a fare se non fosse per i nomi che la compongono e perché protagonisti della prima versione della storia; Ficarra-il bidello che viene lasciato dalla maestra e Picone con la moglie imprenditrice isterica. Mamma mia, quanti luoghi comuni…

La più bella sorpresa? L’apparizione (altro non è) di Gigio Alberti, che non sapevo avesse un CV cinematografico così nutrito, dato che lo associo soprattutto al mio palco preferito (il Teatro Out Off  ed i suoi “Aspettando Godot” ed  “Il Guardiano”). MA nonostante il cameo, son sicura: questa pellicola è decisamente tempo perso.

*Cara V,
ecco l’aiuto: hai colto nel segno! Questo spinoff, sequel, prequel (o quel che è) ci ripropone tanti volti della televisione, ma se nel primo capitolo i protagonisti erano attori (quali De Luigi, Cortellesi, Preziosi) ed ai comici era affidato un ruolo da comprimari, qui gli equilibri si ribaltano: in primo piano ci sono Bisio, Ficarra & Picone e Littizzetto, abituati a monologhi da palco, e in secondo piano gli attori (Autieri, Preziosi, Cortellesi).

Nonostante si confidi in un maggior numero di risate, il primo pensiero a fine visione sarà proprio notare quanto rari fossero i momenti di ilarità. Questo per vari motivi: gli sketch del cabaret non possono durare a lungo altrimenti annoiano e qui accade proprio questo. Inoltre la fantasia scarseggia (personaggi non accurati, surplus dei soliti equivoci per allungare inutilmente la storia) e da ultimo la sceneggiatura è assai debole: conclusione fatta di autoanalisi, riappacificazioni con gesti plateali e lieto fine. Le cose funzionino davvero così? Proporre qualcosa di diverso? Può una pellicola comunicarci solo i luoghi comuni sulle donne (manipolatrici, dominatrici e se si sposano, cercano di cambiare l’uomo che hanno accanto)? Non mi pare fosse necessario un film.

Ti lascio con una battuta: questo secondo capitolo, meno volgare del precedente grazie alla totale assenza di nudità, ci sta forse suggerendo che le donne non abbiano impulsi sessuali? Sfatiamo questo mito, anche loro pensano e parlano di sesso : - )


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Comment(1)

  • Walter
    02/10/2011 at 14:41

    # 1
    Grande Alfonso,non vado a vedere questo tipo di film, ma giusto per la cronaca e per salutarti : a Rosignano ha fatto il pienone perchè girato sulla spiaggia bianca di R. Solvay( una delle più inquinate di Italia, ma fa tanto Polinesia ) e nel capoluogo in collina . Dimmi Tu !!
    Di walter (inviato il 10/02/2011 @ 14:41:43)

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