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Mata Hari e la cucina afrodisiaca

 

Eppure ero convinto di aver stretto bene i nodi. Mah. Una collutazione in cucina, la certezza di aver risolto la situazione, e poi mi trovo a dover introdurre una piccantissima ricetta hot…

Si scherza! Stritolate insieme a me Mata Hari, autrice del pezzo che segue e che ho trovato, in una parola, irresistibile!
Alf

Ore 20.30

Altro che S.Valentino!
Questa ricorrenza incontra molto più il mio favore, non tanto per la cosa in sé, quanto per il taglio con cui si è deciso di festeggiarla, blogalmente parlando.

Abbinare l’erotismo all’8 marzo mi sembra infatti importante perché in questi anni di parità abbiamo guadagnato sì il diritto a immolarci per il lavoro, a portare i pantaloni anche al di fuori delle gite in montagna (inaudito fino agli anni ’60) e a tenere in mano le redini di un ufficio, una banca, una ditta ma… ma … ma siam sicure che ne è valsa proprio tutta la pena!?

Senza assolutamente disconoscere certe conquiste, non dobbiamo però farci imprigionare da esse e dai ruoli che, ancora una volta, rischiano di tranciarci a metà, di qui madre di là capufficio, di qui figlia devota e di là segretaria paziente…

O donne! Ma che l’abbiamo voluta a fare la parità, se poi essa non si traduce anche in un sano gusto per il libertinaggio e il godimento?
E che l’abbiamo voluta, solo per farci un mazzo così?!?
A me sembra una stupidaggine!
Allora preferisco esser dispari, maledizione…

(stoviglie rotte, rumori di sottofondo, voci soffocate e poi grida: Togli il pezzo in cui parli dell’orgasmo cumulativo retroattivo! No non lo tolgo. Sì che lo togli! Dovevi scrivere una ricetta! No! Sì! No! Altri rumori di sottofondo, voce di Mata Hari imbavagliata … mmmm…mmhmm…)

ore 23.00

… uff… pant … certo che i nodi li aveva stretti bene, eh… ma mi sono liberataaaaaa!!!
Rieccomi a voi, donne.
Dunque, stavamo parlando del desiderio femminile: una cosa sconosciuta, impensabile fino a pochi decenni fa.
Le cronache, le storie, le leggende di tutti i tempi si son sempre prodigate di particolari – credibili quanto certi racconti di pesca – a proposito delle virtù amatorie di questo o quest’altro eroe libertino della letteratura, ma quasi sempre le donne si sono limitate al ruolo di semplici comprimarie, talvolta consenzienti, talvolta vittime oppure streghe: o bimbe, non è l’ora di svecchiare un poco ‘sto immaginario collettivo?

Io, nel mio piccolo, inizio a “darvi il la” con questa ricettina: è leggera e stuzzicante, con carboidrati complessi e proteine del pesce, ma non impegna troppo la digestione, lasciando l’afflusso sanguigno libero di destinarsi a più nobili mete.
Alla vostra!

RISO CON ASPARAGI E CAPESANTE    (per due persone)

In un piatto, mettete 6 capesante senza guscio a insaporirsi con olio e uno spicchietto d’aglio tagliato in quattro, che poi getterete via.

Tostate una cipollina piccola con olio extra di oliva e poco peperoncino, aggiungete 170 gr di riso, lasciatelo tostare, sfumate con un bicchiere generoso di Prosecco, aggiungete tre bei bicchieri di brodo bollente (fate sciogliere tre misurini di preparato granulare in un pentolino pochi minuti prima di usarlo) e lasciate cuocere, mescolando di tanto in tanto.
Tagliate a tocchetti 12 asparagi, freschi o surgelati, uniteli al riso a metà cottura, salvo le punte che devono essere aggiunte solo 3 minuti prima di finire.
Nel frattempo riscaldate una griglia o una padella antiaderente, e mentre il riso ormai pronto viene lasciato riposare (debitamente incoperchiato e consolato da una noce di burro e un velo impalpabile di parmigiano) piastrate impietosamente i molluschi per un minuto a fuoco alto, salate e togliete dal fuoco.

Impiattate il riso, completate con le tre capesante sopra e accompagnate con Traminer aromatico o Verdicchio di Ponente.

Arf…

 

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