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Recensione film “Mia moglie per finta”

Oggi vi racconto il mio personalissimo film, ossia il dietro le quinte che la mia fantasia ha creato dopo la visione dell’ennesima commedia – che sia proprio questo il problema? Troppe pellicole leggere? Che sia tempo di una iniezione di adrenalina? Comunque sia….

Due amiche Niki e Jen un giorno si incontrano durante una sessione di sexy-manicure, si scambiano complimenti reciproci e, sciolto il ghiaccio iniziale, la prima lancia un SOS mascherato da confidenza tra donne. Avete presente quando dite una frase perché non sta bene dichiarare ai quattro venti “sono in crisi, la mia autostima è sotto la suola delle scarpe, sto antipatica a molti (troppi), vorrei riscattare la mia immagine, da quando non riesco più a dominare la mimica facciale (ovviamente) nessuno è interessato a propormi ruoli di un certo spessore, ora ho una famiglia da mantenere”? Ecco, botox a parte, non crediate che le dive siano immuni dalle medesime esigenze che vi rovinano spesso l’umore.

 

Tornando alla nostra storia, a questo punto cuore tenero – Jen sta già digitando, sul suo fashionissimo melafonino ultima generazione, il numero dell’amico Adam per chiedergli che impegni abbia nelle settimane seguenti. Così, qualche telefonata dopo e recuperato un altro paio di elementi della “cumpa”, le vecchie volpi si ritrovano bordo piscina e, tra un Martini e l’altro, danno vita ad una sceneggiatura da perfetto BlockBuster adatto a coppie sgonfiate. Il solito format, le solite frizzanti gag, i soliti personaggi (d’altra parte sono i soliti attori!) e le solite situazioni, credo che gli autori reputino che l’audience sia talmente imbrigliato nella tela della propria noia domestica da apprezzare proprio la sicurezza che danno questi film nell’essere sempre uguali.

Ed ecco che la nostra Niki ottiene la vetrina che le serviva per dimostrare la sua voglia di lavorare, la sua ironia ma soprattutto che sappia anche farci ridere. Ed è vero! Complice quel grande musicista -e pessimo attore (il talento non poteva disperdersi)- di Dave Matthews, che si presta a fare il marito stordito dell’algida Nicole, assistiamo ad una parodia di sé stessa, perfetta in durata e brillantezza che le vale la promozione. Questa performance è decisamente l’unico motivo per vedere un film che non difetta di ritmo o risate, ma pecca di originalità. L’assistente e amica di sempre (Jennifer Aniston) che si trascura per la famiglia, un chirurgo di successo (Adam Sandler) che non la nota, una richiesta di aiuto per conquistare una donna e … ecco la trasformazione: pian piano il brutto anatroccolo diventa un cigno e scocca la scintilla che in extremis porterà ad un lieto fine. Sa tutto di già visto tranne la gnocca di turno che, per la gioia dei maschietti, ha il volto di una angelo di Victoria’s Secret (Brooklyn Decker) e i due pestiferi bimbi, figli di mamma Jennifer, che emergono quanto a presenza scenica anche se il doppiaggio parrebbe troppo marcato, ma ovviamente non è fregato più di tanto a nessuno.

Questa è l’unica spiegazione che son riuscita a darmi a giustificazione del fatto che il film sia resistito in sala – e rimarrà nella nostra memoria – quanto il tempo del passaggio di una meteora.

 

[five-star-rating]

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Comment(2)

  • Dicevano di noi...
    04/13/2011 at 00:01

    # 1
    Oooh, sì.sì com’é vero!
    Di Anonimo (inviato il 13/04/2011 @ 00:01:52)

    # 2
    completamente daccordo con la sempre perfetta V. aggiungerei un paio di note sul film. La premiata ditta Sandlar – Dugan, rispettivamente attore e regista di film quali questo, Zohan, Un weekend da bamboccioni e altri questa volta si è orientata verso un pubblico piu giovane eliminando ogni riferimento troppo spinto o volgare (belli i tempi di Zohan) creando un film un pò troppo edulcorato – Il materiale di partenza poteva esser sfruttato molto meglio in questo senso. PS immaginiamo come sarebbe venuto un film basato sul backstage di v????!!!!
    Di A. (inviato il 13/04/2011 @ 10:36:13)

  • Anonimous
    04/13/2011 at 12:31

    Ottima recensione per un film che lascia davvero poco (biondognocca a parte)

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