Ma se domani... > Fotografia > World Press Photo 2011 alla Galleria Sozzani

World Press Photo 2011 alla Galleria Sozzani

Si rinnova l’appuntamento con il World Press Photo, giunto alla sua 55^ edizione ed ospitato nella sua tappa milanese presso la Galleria Sozzani di corso Como. E sebbene il carattere itinerante dell’esposizione, che tocca 100 città in 45 diversi paesi, abbia visto ridimensionato il suo significato in anni di istantanea condivisione planetaria, il WPP finisce per rimanere un appuntamento imperdibile per analizzare lo stato dell’arte del fotogiornalismo.

Il 2012, si sa, potrebbe essere l’anno della fine del mondo ed il 2011 ha avuto inizio con auspici non troppo dissimili. Il 2010 – a cui l’edizione del premio in mostra fa riferimento – racconta nel percorso narrativo dell’esposizione una storia altrettanto apocalittica, tra carestie, terremoti, scontri di piazza e strutture che di “sanitario” hanno soltanto il nome. In un simile contesto, quasi inevitabile che il primo premio venga assegnato alla fotografa sudafricana Jodi Bieber e, ci piace pensare, a Bibi Aisha, giovane ragazza afgana ripresa in un terribile ritratto dopo l’asportazione di naso e orecchie decretata dalla “giustizia” familiare talebana. Una fotografia, forse l’unica, di cui per impatto e significato ci ricorderemo decisamente in futuro, ed anche per questo il riconoscimento mi sembra senza alcun dubbio meritato. Per il suo contenuto forte, vi lascio la libertà di di decidere se guardarla o meno: il link è questo.

A interrompere la lunga successione di immagini “disturbanti” delle sezioni Spot News e Contemporary Issues provvedono, come ogni anno, quelle più leggere ma altrettanto meritevoli selezionate per le categorie “Nature” ed “Arte e spettacolo”. E se nella prima va segnalato il primissimo piano di una sula (una sorta di pellicano “dalle corte zampe palmate, lunghe e strette ali appuntite, corpo aerodinamico a forma di sigaro, e forte becco conico ben adattato ad afferrare prede sguscianti e scivolose” recita Wikipedia) che toglierebbe il sonno ad un Navy Seal, va sottolineata la colonizzazione italiana delle prime posizioni di “Arte e Spettacolo”. Fra tutti, onore a Daniele Tamagni per un intrigante reportage nel mondo del wrestling femminile boliviano, raccontato con realismo ed ironia in una serie di scatti che non possono non far divertire.

Thomas P. Peschak, Germany/South Africa, Save Our Seas Foundation.

 

Foto Daniele Tamagni, Italy

Due parole conclusive sull’esposizione: sempre curata la Galleria Sozzani, sempre precisa in termini di illuminazione, e sempre dannatamente b o l l e n t e in occasione di eventi ad alta partecipazione. Momenti in cui le sole finestre – aperte, va detto, su scorci meravigliosi – non possono mitigare la temperatura e renderla umanamente sostenibile.

Related posts

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi