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Recensione film CONAN the Barbarian 3D

Oggi sfatiamo un mito: Conan non è un barbaro nel senso comune di “selvaggio”, anche se sul concetto ci hanno giocato assai ed effettivamente è cresciuto un po’ allo stato brado, ma viene da un altro mondo. Un luogo ostile in cui il nostro povero fanciullo è nato durante l’uccisione della madre in battaglia e pochi anni più tardi è costretto a vedere morire il padre per mano di uno spietato e misterioso assassino. Come se non bastasse, è uno dei pochi sopravvissuti della sua gente, quindi vive alla ricerca della vendetta. Come dargli torto? A questo punto poco importa che il ragazzino sia cresciuto un pochetto selvaggio e servendosi di espedienti non del tutto leciti. Di certo non declamerà gli antichi poeti, ma saprà dare del filo da torcere quando brandirà la spada e potrà esibire un gran campionario di muscoli che affascineranno molte dame.

Certo, viene da sorridere quando ci rendiamo conto che il regista Marcus Nispel ha fatto del proprio meglio per non creare un rifacimento bensì per riscrivere un capitolo di una storia già vista e che lanciò un vero e proprio mito, quello del futuro governatore dello stato della California, l’allora Mr. Universo, Arnold Schwarzenegger. Perché il paragone avverrà sempre e sono certa che a livello di recitazione chiunque con un minimo sforzo avrebbe potuto fare di meglio. Il punto dolente? Forse la sceneggiatura, giacché dall’altra parte c’era quell’Oliver Stone ben noto a tutti noi.

Andrò quindi probabilmente contro corrente, quando dirò che a me questa versione 3D del “barbaro” più famoso dei fumetti è piaciuta. Non sono andata in visibilio, infatti non mi hanno impressionato i fisici rigonfi e dall’aspetto “plastico” di molti personaggi, il look da “tronista” di Jason Momoa alias Conan è riuscito più volte a farmi scoppiare in tanto fragorose quanto inopportune risate e in generale i fanta-film mi lasciano sempre piuttosto titubante (d’altro canto mi sarebbe piaciuto fare parte della Flotta Stellare…), però bisogna dare atto a Nispel di aver creato un buon film fantasy versione ultimo millennio. Perchè gli ingredienti c’erano tutti: battagliero, truculento, senza esclusione di colpi, con abbondanza non solo di teste mozzate bensì pure di macho-men, di femmine-statuina e di fascinose e alquanto crudeli streghe, il tutto condito da pozioni magiche ed antichi sortilegi.

Battaglie e ambientazione sono quindi il motivo della nostra menzione speciale. Il sangue scorre copioso, gli squartamenti non lasciano nulla all’immaginazione, per tutta la durata della pellicola se le danno di santa ragione e fotografia e scenografia son parsi davvero adeguati: tutto era freddo, tagliente, sporco e a tratti sudato, misterioso e magico, spesso senza tempo e lo skyline sembrava appartenere a un mondo fantastico, a volte simile alle antiche agorà altre più vicino alle favole gotiche popolate da gargoyle. I cattivi hanno sfregi immondi, i buoni saranno infangati ma sono sempre belli. Tutto viene rispettato e il finale aperto ci fa comprendere chiaramente che non sia finita qui.

Film che non fa male a nessuno, due ore di pura evasione, inadatto ai più piccoli- troppe le scene che sarebbero fonte inesauribile d‘incubi!

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