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La classifica dei libri più venduti alla fine di gennaio 2012

L’aggettivo che descrive meglio la classifica di questa settimana è, senza dubbio alcuno, “gastronomica”. Vediamola nel dettaglio e cerchiamo di capire perchè…

La cinquina che ci conduce dalla decima alla sesta posizione si apre con “The Help”, romanzo protagonista di un certo battage pubblicitario da parte di Mondadori. Il libro di Kathryn Stockett è ambientato nel profondo Sud degli Stati Uniti del 1952, e racconta di sostegno e amicizia fra persone dalla pelle di colore differente. A 18 euro magari no, ma ci si può pensare… Al nono posto abbiamo Benedetta Parodi con il suo “I menù di Benedetta” (ed ecco che la classifica comincia a profumare di cucina) anticipata in ottava posizione da “La dieta Dukan” (altro contributo all’aggettivo speso nell’introduzione). Seguono due saggi: al settimo posto “Auschwitz. Ero il numero 220543” (contributo di Newton Compton al Giorno della Memoria, in libreria a 9,90) e in sesta posizione Philippe Daverio che scala la classifica nonostante i 35 (trentacinque) euro del suo “Il museo immaginato”.


Nella prima delle due posizioni che precedono il podio ritroviamo Fabio Volo che, dopo una trionfale cavalcata con il suo “Le prime luci del mattino”, è in comprensibile flessione. A proposito, il bicchiere di latte che caratterizza la copertina del volume si inserisce perfettamente nel contesto culinario della classifica odierna. Al quarto posto si piazza Patricia Cornwell con l’ultima avventura di Kay Scarpetta: “Nebbia rossa” che sta facendo discutere la variegata community degli appassionati di thriller, ne racconteremo a breve.


Al terzo posto è nuovamente sul podio Andrea Camilleri con il suo “Il diavolo, certamente”, di cui abbiamo già offerto diabolica recensione. E considerato che il tema della classifica è assolutamente gastronomico, non possiamo che immaginare Belzebù intento a fabbricare le pentole, ma non i coperchi.

Si aggiudica la medaglia d’argento Marco Malvaldi, di cui non riusciamo a smettere di parlare bene.  Anche in questo caso, considerato che la base della curiosa banda di vecchietti investigatori è un bar di un immaginario paese toscano, l’aggancio con la dominante culinaria della classifica riesce particolarmente facile…


Ed eccoci qui, in vetta alla graduatoria: a staccare tutti è il (preoccupante) romanzo di Amy Bratley dal gusto assolutamente melenso e dal titolo facilmente evocativo: “Amore, zucchero e cannella” non poteva che chiudere questa classifica di odori e sapori sul gradino più alto del podio. La quarta di copertina, tra l’altro, rivela una trama che ha la consistenza di una gelatina.

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