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Le ali dell’inferno – Un’ottima giustificazione per l’insonnia

Oggi parliamo di graphic novel, ma non di una qualunque, bensì di quella nata dall’unione del genio di Joe R. Lansdale, che tanto ci era piaciuto in “Distinti Saluti, Jack Lo Squartatore”, col tratto di Nathan Fox, che infine comprendo come mai sia popolare nella rivista Heavy Metal. Va detto sin da subito che questa è la rivisitazione pulp di un racconto dell’orrore scritto dal creatore del “Conan” che tutti conosciamo, Robert E. Howard, quindi la base di partenza è più che solida: parliamo di un classico della cultura horror del ‘900 che qui viene modernizzato grazie ad una danza di morte con oscure presenze, che hanno visto la luce a causa di antichi malefici che aleggiano in una misteriosa casa.

Siamo infatti in Louisiana, nel profondo sud degli Stati Uniti, dove il clima è afoso, umido e piuttosto ostile soprattutto quando non si vive in città bensì isolati, in una radura circondata da paludi per chilometri, come la nonna di Claire e Janet, le nostre protagoniste. Il giorno in cui le due sorelle ereditano la vecchia casa di famiglia prendono coraggio e, con il supporto di alcuni amici, si addentrano nella palude in perlustrazione con la vana speranza che grazie all’ausilio di un poco di vernice e qualche chiodo possano ottenere una dimora molto charmante e per nulla di second’ordine.

Ciò che attenderà i ragazzi sarà invece un vero incubo: prima vi sarà l’immancabile incidente, poi salirà la tensione con l’alternanza di sparizioni/apparizioni, per non farci mancare nulla ci metterà del proprio anche una anomala infestazione della soffitta e infine non potrà mancare il duello sino allo stremo con la morte, che non potrà che avere la meglio… insomma, cadaveri a pioggia! D’altro canto Lansdale sa come rendere avvincente, elettrizzante, curioso e soprattutto splatter un racconto horror, quindi siamo più che soddisfatti di aver sottratto un paio di ore di sonno alla nostra nottata nel bel mezzo del momento più silenzioso (trovo, infatti, che affrontare questo genere di fumetti in pieno giorno sia sacrilego – l’ambientazione adatta è fondamentale!).

Non ci sorprende ritrovarci intrappolati in un serrato voltapagina dovuto alla irrefrenabile curiosità di scoprire cosa infesti la vecchia e cadente villa e a chi appartengano le ombre che intravediamo e che seminano il terrore tra gli ospiti. Sarà un saggio, uno strano e ambiguo guardiano, a svelarci parte del mistero e dispiace quindi molto vi sia un MA di non poco conto: il tratto, si proprio il disegno (!), e la scelta cromatica li ho trovati faticosi e a volte quasi disturbanti. È stata effettuata una scelta di quasi monocromia che rende difficoltosa la distinzione delle figure e nei momenti di rapido corpo a corpo spesso non si comprende chi stia avendo la meglio, mannaggia…

Le strisce sono cupe, la storia si svolge di notte e ruota intorno ad anime che non vogliono morire, quindi  ci attendiamo che tutto sia avvolto dall’oscurità, ma l’assenza di nitidezza unita ad una innegabile stanchezza hanno fatto il resto ed è un vero peccato perché di motivi per tremare ve ne sono parecchi se solo si riuscissero a distinguere le immagini!
Una cosa è però certa: da domani non troverete più i piccioni così bucolicamente coreografici 😉

I libri e i fumetti di Joe R. Lansdale

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