//La foto dell’iceberg che affondò il Titanic

La foto dell’iceberg che affondò il Titanic

By |2012-04-10T08:56:45+00:00aprile 10, 2012|Fotografia|

Immaginiamo un viaggio nel tempo e nello spazio. Ci stiamo librando a un paio di chilometri da terra, la data è quella del 20 aprile 2012. Scendiamo un po’ di quota, e quello che poteva apparire un semplice puntino prende la forma di una nave passeggeri. Ci voliamo intorno, mettiamo a fuoco con il binocolo le lettere sulla fiancata dell’imbarcazione: si tratta del “Bremen”, ed una rapida occhiata allo smartphone (mai abbandonare la tecnologia, neppure nelle nostre fantasie) ci permette di appurare che si tratta di una nave impegnata nella traversata fra Bremerhaven e New York.

Sappiamo bene che questo transatlantico sta percorrendo la stessa rotta del Titanic, affondato solo cinque giorni prima, ma non possiamo comunque trattenere una esclamazione inorridita quando ci rendiamo conto che sta navigando in mezzo a un centinaio di corpi. Distogliamo lo sguardo dalle acque e da questa immagine atroce e torniamo a concentrarci sul “Bremen”: in coperta, un marinaio sta scattando delle fotografie, ma la pietà e un giustificato senso di repulsione gli impedisce di inquadrare i cadaveri che gli galleggiano intorno. Stephan Rehorek, questo il nome del marinaio ceco, concentra la sua attenzione ed il mirino della sua macchina fotografica su un enorme blocco di ghiaccio che reca ancora i segni della collisione con una nave: è l’iceberg “assassino” – per quanto un prodotto della natura possa essere più assassino della stupidità umana – che ha causato sei diversi squarci sotto la linea di galleggiamento del Titanic. Completate le fotografie, Stephan si ritira nella sua brandina, e scrive una lettera ai genitori in cui racconta dell’affondamento del transatlantico più veloce del mondo, della vista spaventosa dei cadaveri (ai tempi ci si faceva meno problemi a far preoccupare i familiari…) e annuncia di aver scattato delle foto.

Al suo ritorno in Francia, Stephan imbuca la foto che ha scatto e che è riprodotta qui sopra. Sul retro, il giovane marinaio scrive “Cari madre e padre, questa è la foto dell’iceberg che si scontrò con il Titanic e l’ affondò. Ne manderò una anche a Josef». Ma al fratello Josef finì invece per spedire una immagine del Titanic stesso, accompagnato dalla scritta: “Caro Josef, mando anche a te una foto della nave affondata. Quando andrai a casa i genitori ti mostreranno le foto degli iceberg scattate dalla nostra nave”.

Riavvolgiamo il nastro del nostro viaggio e atterriamo nel 2001: Henning Pfeifer, appassionato collezionista di memorabilia del Titanic, ricostruisce la storia di questa immagine che ritrae un iceberg con la forma “somigliante alla rocca di Gibilterra, ma con un profilo rovesciato”. Non sarà una prova decisiva, e non avremo mai la certezza che si tratti di una foto della montagna di ghiaccio più famosa della storia, ma a noi piace immaginare che sia così.

Dici Alfonso e pensi alla sua amata Triestina, alla sua biblioteca (rigorosamente ordinata per case editrici) che cresce a vista d’occhio, alla Moleskine rossa sempre in mano e alla adorata Nikon con la quale cattura scorci di quotidianità, possibilmente tenendo il corpo macchina in bizzarre posizioni, che vengono premiati ma non pensiate di venirlo a sapere. Se non vi risponde al telefono probabilmente ha avuto uno dei tanti imprevisti che riuscirà a tramutare in un esilarante racconto di “Viva la sfiga!”. Perché lui ha ironia da vendere ed un vocabolario che va controcorrente in questo mondo dominato dagli sms e dagli acronimi indecifrabili. Decisamente il più polivalente di tutti noi dato che è… il nostro (e non solo) Blogger senior che con il suo alfonso76.com ha fatto entrare la blog-o-sfera nella nostra quotidianità.

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