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Cannes: manuale di sopravvivenza al Festival

L’idea era di partire condividendo le impressioni sul film che ha aperto il concorso internazionale di questa 65ma edizione del festival del cinema, ma gli eventi sono stati tali da impormi una inconsueta virata e dedicare la prima pagina del mio diario da Cannes ad un piccolo vademecum per supportare l’entusiasmo di coloro che approcceranno queste spiagge per la prima volta nelle edizioni a venire.

Le disavventure possono infatti essere molte, soprattutto per la quantità di persone che in poche ore si riversa in una cittadina costiera che durante i restanti 355 giorni dell’anno ha una popolazione simile a quella della nostra Pavia, senza però poter contare sull’invasione di una marea di matricole che animeranno (e spesso turberanno) il sonno di coloro che hanno concluso gli studi. Qui invece al massimo nei mesi più rigidi cresceranno le presenze di ottuagenari a caccia di sollievo per la propria artrosi e per i superstiti alveoli polmonari e poi, dopo il passaggio dei 4000 Unni (noialtri) ogni maggio da ben 65 anni, approderanno stressatissime famigliuole in fuga dalle città che riusciranno solo a minare la serenità degli autoctoni.

Insomma non è una vita facile quella dei c.d. local, però alcune cose mi lasciano perplessa e non me le aspettavo. Qundi ecco il mio vademecum per i posteri.

1. Il must è ABBIGLIAMENTO COMODO E CALDO. La circolazione dopo molte ore in sala inizia a divenire difficoltosa nonostante indossiate un abitino di carta velina e nonostante la criogenesi a cui verrete sottoposti in ogni anfratto del Palais. Il vostro chirugo plastico si dispererà mentre il vostro conto in banca stapperà Dom Perignon, ma ubriacatevi di vitamine e non abbandonate mai sciarpa e maglione perchè, a meno che non siate in menopausa, il clima è talmente rigido da rendere naturale il dividere gli spazi con intere famiglie di pinguini che hanno perso la strada verso l’Alaska.

2. ARMATEVI di ogni forma di lucchetto, cordino, allarme sonoro e – perchè no – di qualche amuleto: proteggere i vostri pensieri deve essere la preoccupazione primaria. Qui si cercano informazioni e non mi stupirei di incontrare degli spacciatori! Chiavette USB e quaderni degli appunti sono gli oggetti più ricercati al contrario del vostro portafoglio color fluo che potrete abbandonare in ogni dove e passare a ritirarlo ore più tardi come se nulla fosse.

3. UN KIT DI NUTRIMENTO deve essere sempre a portata di mano. Se necessario, riempite la borsa di snack, perché qui si santificano i pasti e le chiusure pomeridiane vegono religiosamente rispettate. Siamo nella patria del buon vino, del fois gras e della cucina mediterranea e l’unica cosa fast (e fuori orario) che viene apprezzata è la vostra velocità nell’adattarvi ai loro ritmi di vita, quindi a patire eventualmente la fame (e non) sarete solo voi!

4. I GIRONI DANTESCHI vi sono ancora oscuri? Pensavate che il classismo fosse obsoleto argomento scolastico? Errore! Chiunque sia al primo giro di danza festivaliera crederà di essere sul Titanic in 4 classe. La gavetta è formativa e voi sarete sempre gli ultimi, non avrete alcun privilegio, se non quello di essere ricevuti da personale sorridente che in francese vi farà comunque notare che il vostro badge è pateticamente ITTERICO.

5. NEVER GIVE UP! Esatto, citando l’unico film italiano in concorso quest’anno, confermo che quando si decide di addentrarsi nella giungla c’è solo una cosa da fare: andare avanti più agguerriti di prima perchè con un tubino nero sopra degli sportivissimi leggings entrerete sempre anche alle prime serali e gli inviti ad una proiezioni VIP potrebbero piovervi in mano mentre cercherete riparo da un acquazzone!

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