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Locarno 2012 – Arriva l’anteprima internazionale di Camille Redouble

© Festival del film Locarno

Film presentato a Cannes in maggio che per l’anteprima internazionale ha scelto Piazza Grande a Locarno. Commedia leggera ma non stroppo, molto nostalgica, che non spicca il volo, ma intrattiene con delicatezza e senza alcuna volgarità. Si può ancora credere nel vero amore e nel destino? Cosa fareste se aveste la possibilità di riavvolgere il nastro della vostra esistenza? E cosa fa Camille?

La vita della protagonista di questa pellicola francese ad un tratto crolla (il marito le ha preferito una ventenne) facendo – ahinoi – emergere quel fastidioso lato misero che si nasconde in ogni essere umano, al quale non si riesce mai a sfuggire quando le cose volgono al peggio. Così, svogliata, isterica, decisamente sulla via della depressione (e dell’alcolismo), Camille cerca di non perdere la speranza e, dopo l’ennesimo litigio con l’ex, decide di trascorrere il Capodanno con le amiche di sempre e… prendersi una sbornia colossale.

Il primo gennaio tutto sarà diverso: per uno strano scherzo del destino la nostra protagonista si ritrova al liceo nel lontano 1985! Come e perché sia potuto accadere vengono inizialmente accantonati a favore di una determinata corsa contro il tempo per cercare di cambiare il presente, soprattutto per evitare quel matrimonio, la cui fine oggi le provoca tanto dolore.

© Festival del film Locarno

Corredato da una colonna sonora che è anche un po’ la nostra, attento ai cimeli vintage che siamo felici di aver abbandonato nei lontani anni ‘80, poetico quanto basta, questo è un bel tentativo di proporre una commedia romantica che fosse divertente senza rinunciare ad un messaggio chiaro ed al contempo triste: quanto possiamo influire sul nostro destino? Vi è una possibilità di renderlo migliore oppure soccomberemo sempre al fato? Non potremo davvero  mai cambiare le cose? Siamo degli eterni perdenti?

La regista, nonché prima attrice (e giurato qui a Locarno), sembra propendere per una versione romantica della vita e dell’amore, le piace vi sia sempre la speranza di un lieto fine e non fa nulla per creare quindi un finale che sia a sorpresa. “Big” e “Sliding Doors” riemergono subito dai cassetti della nostra memoria e forse sono il motivo per cui non possiamo negare di aver riso ed apprezzato le situazioni offerteci da Noémie Lvovsky, ma non abbiamo provato fanciullesca esaltazione durante la proiezione di questa pellicola. Sia ben chiaro, è confezionata con signorilità e cattura la nostra attenzione sino all’epilogo ma, forse, vedere tutto esattamente come ce lo aspettavamo, sapendo sempre che il dramma sarebbe tornato sul binario del buonumore e degli occhi a forma di cuore, ci ha provocato una piacevole quiete durante la proiezione, ma ha favorito quel distacco che forse ci fa propendere per un voto che ruoti solo attorno ad un 6+.

© Festival del film Locarno

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