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E’ tutta una follia, raccolta di racconti

copertina racconti è tutta una follia

Non so a voi, ma a me capita così: ci son dei momenti in cui ho una gran voglia di un romanzo denso e totalizzante, altri in cui vivo perfettamente la lettura di un thriller leggero senza sminuirlo, ed altri ancora in cui sento proprio l’esigenza di una buona raccolta di racconti, da assaggiare un po’ alla volta come si fa ad un aperitivo di mezza estate.

Ecco, nella seconda metà di agosto di questo 2012 comunque ricco di soddisfazioni editoriali la mia sete di novelle è stata spenta da “E’ tutta una follia”, raccolta curata da Marco Vichi a cui già dovevamo dei ringraziamenti per l’arrangiamento di “Delitti in provincia”.

Non utilizzo a caso il termine “arrangiamento”, perché mi piace immaginare Vichi come il direttore di una orchestra in cui ogni strumento ha la sua rilevanza ed il suo spazio, pur restando perfettamente inserito nel contesto corale della composizione. E con l’antologia edita da Guanda assistiamo effettivamente ad una serie di assoli di pregevole fattura, accompagnati da uno scritto di Mario Tobino che completa l’ouverture e dona – con una lettera che è un manuale di sensibilità e partecipazione sociale – una luce propria ad ognuna di queste pagine.

A lanciare per primo le sue note nell’aria è Edoardo Albinati, con la storia dirompente di un uomo armato di una sega elettrica, accompagnato dalle pagine di Lorenzo Chiodi, giovanissimo autore fiorentino al suo esordio con un racconto incentrato sul rapporto madre-figlio davvero convincente, e che aspettiamo con nuove prove narrative. Si sale poi di intensità con Diego De Silva (intensissima la sua Miriana, uno di quei personaggi letterari che colpiscono direttamente sul tessuto cardiaco) e Laura Del Lama, che ci trascina in un vortice di follia singola e poi di gruppo. Proseguono Marta Morazzoni, inquietante con “La casa vuota” – che vale più di una lettura! – e Gianluca Morozzi, che non ha bisogno di presentazioni e che ci allieta con una storia venata di satira politica e di nero umorismo. Tripletta finale con Divier Nelli (follia ed amore portati alle estreme conseguenze letterarie), Paolo Nori (con il suo adorabile stile di scrittura che profuma sempre un pochino di autobiografia) e lo stesso Marco Vichi, che ci convince con un racconto forte, riflessivo, nudo (e lasciamo a chi avrà il piacere di leggerlo l’interpretazione del termine).

Chiudiamo con un plauso al titolo e alla copertina: nove-occhi-nove che attirano l’attenzione in libreria e che ben rappresentano l’inquietudine verso un mondo che ci spaventa e ci attrae con la stessa intensità.

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