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E’ stato il Figlio: i risvolti comico-grotteschi di una tragedia

“E’ stato il figlio” è la (mia) più grande sorpresa made in Italy di Venezia 69. L’esordio alla regia -in solitario- di Daniele Ciprì è uno spaccato dell’Italia che c’era e che resta, una fotografia di vite tristi ma ricche di principi, forza d’animo e sopportazione. Un film caratterizzato da immagini taglienti cariche di emozioni e corredato da una fotografia raramente così espressiva e fondamentale nel dare spessore ai personaggi. Ogni inquadratura, ogni angolazione, ogni colore enfatizza un’espressione, una postura, un gesto che comunicano molto più di lunghi soliloqui.

L’opera è difficile nel suo linguaggio dalle antiche radici, ma il messaggio è davvero immediato grazie agli incredibili attori che fieri salgono sul palco davanti a noi. Impossibile infatti non notare il forte legame con il teatro e con la tragicommedia che Edoardo De Filippo ci ha insegnato ad amare. Toni Servillo, protagonista indiscusso nel ruolo di Nicola, che da solo riempie lo schermo al punto di provare imbarazzo ed abbassare lo sguardo quando i suoi occhi ci fissano, è supportato da grandi figure perfettamente calate nei panni vintage che caratterizzano tutta l’opera.

La nostra triste e comica storia si svolge infatti negli, oramai lontani, anni ‘70, in uno dei quartieri umili e degradati della periferia di Palermo popolati da un gran numero di poveri diavoli che ogni giorno si alzano che si arrabattano per sfamare famiglie numerose soprattutto per i tanti rami della progenie che convivono sotto il medesimo tetto. Nicola Ciraulo è tutto sommato fortunato: le bocche da sfamare sono “solo” sei. Lui vive con moglie, due figli, e gli anziani genitori e tutti sopravvivono grazie al suo lavoro di recupero dei pezzi dalle barche dismesse, una sorta di rigattiere dei mari.

Nicola si spacca la schiena ogni mattina su una barchina accompagnato da un figlio, Tancredi, sfortunatamente per tutti intrappolato nel mondo delle fate, ed un padre che oramai mestamente subisce gli eventi. E nonostante questo scenario, le loro esistenze riescono ad avere parentesi di felicità. E’ proprio dopo una giornata trascorsa al mare con gli amici che la famiglia Ciraulo subirà un forte scossone: la loro bimba, la piccola Serenella, verrà colpita da un proiettile vagante durante un regolamento di conti.

Una tragedia resa subito commedia dalle situazioni grottesche che i nostri personaggi si ritrovano a vivere: bizzarri consigli prima, imbrigliati nei meandri della burocrazia dopo, attratti da un insperato riscatto economico, i protagonisti imboccheranno un sentiero a loro sconosciuto che celerà amare sorprese. La storia, infatti, è ricca di curiosi risvolti in cui le parentesi felici sono solo preludio di eventi nefasti. D’altro canto si sa, c’est la vie… attraente ed inaspettata, che anche nelle peggiori situazioni vale la pena affrontare, con tutte le sue sorprese che ci fanno sognare quel poco per affrontare con estrema lucidità la amara realtà.

Ecco perchè alla fine… è stato il figlio!

Voto 8 – Pellicola italiana sino al midollo di una bellezza non comune grazie ad una fotografia meravigliosa, una colonna sonora attenta ed un cast che si pone un gradino sopra gli altri. Film intenso, realistico, equilibrato ed appassionato. Impossibile non consigliarlo.

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