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Recensione ParaNorman: vedere i fantasmi potrebbe salvarvi!

Essere preadolescenti, vedere gli spettri, parlare coi defunti e amare i film sugli zombie sono ottimi presupposti per diventare lo zimbello della scuola, l’emarginato e fare amicizia esclusivamente con altri bambini problematici e/o forme di vita alternative. Norman, il protagonista della nostra storia, appartiene a questa categoria, ma non si cruccia più di tanto. Infatti, ha una vita piena, una passione da coltivare e un sacco di conversazioni davvero uniche. Peccato non siano del medesimo avviso i genitori, sull’orlo della disperazione, soprattutto perché la defunta nonna pare sieda ancora sul divano del salotto e dispensi saggi consigli, peccato vengano seguiti solo dal nipotino.

Una sera però Norman diverrà il più richiesto della città e qualche ora dopo, all’alba del nuovo giorno, sarà addirittura la persona più popolare, un vero eroe. La piccola cittadina dove abita, infatti, ha un segreto sin dal lontano 1800, di cui si prende cura un custode molto particolare, ma l’età avanza e un giorno sentendo arrivare la fine, decide di passare il testimone a qualcuno in grado di fronteggiare gli antichi demoni e… Norman diviene il candidato ideale. Peccato che le informazioni condivise siano poche e criptiche al punto che inizierà una vera e propria corsa contro il tempo per impedire che una minacciosissima entità si palesi agli occhi di tutti.

In tempi di crisi in cui l’horror pare aver scoperto una seconda gioventù, anche l’animazione cavalca l’onda e lo fa coinvolgendo anche i più piccoli. Gli zombie sono bruttini, maleodoranti e perdono i pezzi come si confà al loro stato, ma non fanno male ad una mosca. Certo, comunicano in modo bizzarro con la popolazione locale la quale, basandosi sulla letteratura in materia, non può che esserne intimorita. Il nostro eroe aprirà loro gli occhi intrattenendo grandi e piccini in sala con situazioni e battute esilaranti. La sfida infatti è doppia: cancellare la parte paurosa, mantenere l’avventura con una atmosfera gotica e farci amare i personaggi diffondendo un insegnamento che metta tutti d’accordo.

I realizzatori, forti dell’esperienza di “Coraline e la Porta magica”, con coraggio hanno investito due anni di lavoro durante i quali hanno indossato 35.000 paia di guanti in gomma, usato 3.77 tonnellate di polvere per stampante e sparato ben 1800 chili di silicone (e questi sono solo alcuni dei numeri bizzarri e sorprendenti  🙂 ) per creare un vero set. La stop-motion infatti ha la particolarità di necessitare di personaggi reali, la presenza di un cast e che tutto sia ricreato in 3D. Insomma, un’animazione di serie A, che ci sorprende anche per le sue radici che risalgono agli albori del cinema –ohibò!

L’effetto è strabiliante, Norman fluttua tra noi, pare corra realmente in sala e ci viene voglia di stropicciargli le gote, ci riconosciamo tutti nella sua intraprendenza, nel suo essere unico e, perché no, nel suo essere goffo e spesso incompreso e alla fine fa sentire anche noi, che eroi non siamo, un po’ speciali. Messaggio quindi arrivato forte e chiaro ai destinatari!

Voto 7 ½ perché i rimandi alle opere di Tim Burton e agli horror anni ’50 ci sono parsi solo omaggi ed hanno reso più comprensibili alcune scelte. Consigliato a tutti. Niente paura… è solo una vorticosa avventura!

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