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Recensione film Taken – La Vendetta

Eccoci qui, come preannunciato giorni fa a domandarci: Luc Besson e soci hanno scelto appositamente Liam Neeson per la sua altezza? Hanno, infatti, messo un vero gigante buono a correre per i vicoli meno turistici di Istanbul all’inseguimento di brutti ceffi famelici di vendetta. Questo nuovo capitolo di “Taken”, ci porta in una città unica, vero confine tra occidente e oriente, da sempre importantissima per gli scambi commerciali e patria dell’impero Ottomano, che tanto filo da torcere ci ha dato nei secoli passati ed oggi lo darà al protagonista della nostra storia. Purtroppo non siamo in un avvincente documentario di Discovery Channel, ma in pochi minuti ci ritroviamo nel vivo della nuova avventura della famiglia Mills.

Avevamo lasciato l’ex-agente segreto in California con la figlia sana e salva, dopo la disavventura estiva in terra francese, e sulla via della riappacificazione con la ex-moglie, ed oggi lo ritroviamo più sorridente che mai, con un concreto spiraglio di riunire la famiglia. Apertura delle danze con un vero trionfo di buonismo e situazioni paradossali grazie alle quali ci trasferiamo in un batter d’occhio a Istanbul dove Bryan ha ricevuto un incarico, al termine del quale arrivano a sorpresa in visita le sue donne. Bastano poche ore in città per iniziare un vero e proprio inseguimento su tre fronti che porta a rotazione un membro della famiglia a correre sulle disconnesse tegole dei tetti locali.

Questo episodio schiera il medesimo cast della volta scorsa e lo rende partecipe di una vera baraonda in cui tutti si improvvisano impavidi James Bond e miracolosamente hanno la meglio sulla criminalità organizzata – tranne (forse) la madre che le prende e sviene a più riprese, ma padre e figlia sono un portento di ingegno e forza fisica (beati loro!). Nonostante nella vita reale, il rinculo di una pistola-cannone a noi slogherebbe per lo meno un polso, di nuovo l’immedesimazione a questo giro raggiunge vette inaspettate rispetto al passato.

Qui tutti corrono e tutti picchiano, ma tutti sudano e scivolano, insomma, siamo pur sempre di fronte alla famiglia della villetta a fianco, i cui membri se la devono vedere coi quotidiani problemi e commettono errori, anche se loro alla fine cascano sempre in piedi e ciò infonde speranza agli spettatori di un po’ tutte le età. I giovani, infatti, per una volta vedranno che gli insuccessi sono spesso solo momentanei, che i propri punti deboli possono divenire utili e che nonostante la loro età potrebbero essere di fondamentale aiuto ad un adulto, anche qualora, sino al giorno precedente, apparisse come un super-eroe.

La storia è inverosimile, Neeson nei panni di un papino premuroso di mezza età ma all’occorrenza che si trasforma in un misto tra un agente segreto e un militare da truppe d’assalto è improponibile e i dialoghi, soprattutto nelle (per fortuna) poche scene domestiche raggiungono picchi di comicità involontaria da farci scoppiare in inappropriate risate, ma forse è proprio questa sovrabbondante inverosimiglianza a piacere al pubblico che ne ha decretato il successo di botteghino in queste settimane. Tutti noi saremmo inadatti a vestire quei panni, ma il sogno di divenire eroi per caso piace un sacco!

Voto: 6,  sufficienza raggiunta grazie al notevole miglioramento rispetto alla prima avventura.

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