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Siete pronti a tornare a Silent Hill?

Correva l’anno 2006 e un tabù venne spezzato quando a sorpresa dal lontano Giappone arrivò la versione cinematografica di un videogioco epocale: “Silent Hill”. Quanti di voi ricordano di aver trascorso intere serate con la mitica (prima!) console in mano sfidando -grazie all’aiuto/supporto degli amici- orde di terribili mostri così da superare il livello e scoprire la prosecuzione della storia? Io ero una di quelle persone 🙂

Una vera pietra miliare dei giochi su video, dunque, soprattutto per gli amanti del genere horror, che sta per tornare nei cinema, dopo la sua immeritata caduta nell’oblio nonostante il successo del primo tentativo cinematografico, in occasione della sera di Halloween. Quale data migliore per parlare della sottile linea che divide i sogni dal mondo reale, per esplorare le nostre paure, o meglio sconfiggere il nostro lato oscuro e/o malvagio, e per affrancarci definitivamente da remoti ricordi?

“Silent Hill” è un film dell’orrore esattamente come ve lo aspettate, incubi che si mescolano con la realtà, rapimenti, gente-mostri orripilanti, arti mozzati che svolazzano, sangue che scorre a fiumi e lo spavento sempre dietro l’angolo, mentre la nostra eroina adolescente, che ne ha viste di cotte e di crude, si sposta da una cittadina all’altra cambiando identità ed evitando la socializzazione. Un giorno però, nell’ennesimo nuovo liceo, un ragazzo la avvicina e… le cose cambieranno.

Con al proprio fianco un compagno di (dis)avventura la giovane riuscirà (forse) a chiudere un doloroso capitolo della sua vita (che rinverdiamo grazie a provvidenziali flash back) rimanendo fedele al gioco quanto a luoghi, protagonisti e (soprattutto) creature malvage. È la storia di Heather Mason che torna a “casa” per infine colmare i ricordi mancanti nella sua mente, per riscattare la madre e per salvare il padre. Famiglia, amicizia, sentimenti puri si scontrano infatti con demoni inconsci e con fanatici molto reali, e fanno da sfondo ad un racconto che è (e vuole) essere fine a sé stesso.

La pellicola scorre veloce seguendo il suo schema, l’ingresso nel paese delle anime dannate avviene quasi subito, la avventurosa corsa contro il tempo per recuperare tutte le chiavi e liberare i buoni pure, l’abilità di mescolare l’adrenalina tipica del videogioco alla suspense che rende i film horror unici è evidente, e se le creature che saltano fuori da ogni dove non ci spaventano, nonostante un 3D (e poteva esser altrimenti?) che ce le porta ad un palmo di naso, la corsa contro il tempo ci appassiona. Alla fine è la versione su grande schermo del nuovo “livello” del nostro vecchio compagno di giochi e ci spiace un pochino non sia interattivo.

Storia, ambienti, fotografia, l’immancabile effetto 3D e la colonna sonora (splendidamente rock) sono come li vogliamo e corredano una pellicola che svolge perfettamente il suo ruolo: senza crearci alcun incubo, strappandoci qualche risata e facendoci pure annotare un paio di titoli di canzoni, regala puro intrattenimento dall’inizio alla fine.

Voto 6 ½ perché a noi i film di evasione piacciono, soprattutto se ben confezionati, e perché ogni tanto c’è bisogno di leggerezza  🙂

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