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Mostre a Milano nel giorno di Natale

Avete presente quella curiosa sensazione di avere del materiale edilizio fissamente posizionato all’altezza del vostro stomaco? Tranquilli, sono i postumi del tradizionale Cenone italico del 24, una occasione in cui ci si ricorda della Prima Guerra Mondiale portando a tavola un quantitativo di cibo sufficiente a sei battaglioni di fanti impegnati sul Carso.

Riuscite a immaginare qualcosa di meglio di una bella passeggiata artistica-milanese per riportare il vostro peso forma entro limiti non pachidermici? Inizieremo spedendovi a Palestro dove, a seconda della composizione familiare, potrete dividervi.

Se circolate con dei marmocchi al seguito, incamminatevi verso il Museo di Storia Naturale posizionato all’interno del parco dedicato a Indro Montanelli: superate le sale dedicate alle geologia (i quarzi sono affascinanti per circa dodici secondi), potrete far scorrazzare i bimbi in mezzo a animali impagliati e scene naturali ricreate alla perfezione, mentre voi potrete avvicinarvi alla vetrina che contiene i pesci più comuni e giocare a contare quanti ne avete sbranati ieri…

Se invece siete soli e avete voglia di qualcosa di più impegnativo, a poche centinaia di metri sorge la (ingiustamente) quasi ignorata Galleria d’Arte Moderna. E’ vero che il pezzo forte della collezione, il Quarto Stato di Pellizza da Volpedo, è stato spostato al Museo del Novecento, ma le sale espositive offrono un panorama unico dell’Ottocento italiano e la villa varrebbe da sola il prezzo del biglietto (che non c’è, trattandosi di visita gratuita).

Proseguendo lungo Corso Venezia e superando Corso Vittorio Emanuele – che prevediamo finalmente sgombro dai cacciatori di regali – non resta che avvicinarsi a Palazzo Reale ed approfittare della apertura straordinaria natalizia, con una avvertenza: le mostre saranno aperte dalle 14.30 alle 18.30, ma se vi presentate alla cassa meno di un’ora prima della chiusura gli inflessibili commessi non vi daranno via libera. Inutile cercare di spiegare che si è giunti fin lì da Samarcanda o che l’interesse era limitato a due opere, per le quali sessanta minuti sarebbero più che sufficienti. Non riuscirete a superarli nemmeno con le finte di corpo e la velocità di Messi.

Naturalmente potreste godervi Picasso, esposizione prorogata fino al prossimo 27 gennaio, di cui tanto si è già scritto e detto in questi mesi: le pitture non esattamente figurative sono frutto del genio dell’artista catalano, e non delle vostre cataratte segnate dall’ennesimo piatto di affettati di diciotto ore prima… E anche le alternative non sono affatto da lasciar cadere impunemente: “Costantino 313 d.c.” celebra il diciassettesimo (!) centenario dell’emanazione dell’Editto che assicurava libertà di religione all’interno dell’impero romano. Non manca una sezione dedicata ad Elena, madre di Costantino e forse fra le prime figure femminili per importanza storica e assoluta modernità di pensiero.

A chiudere le celebrazioni per il centenario della nascita segnaliamo infine, sempre a Palazzo Reale, una esposizione dedicata alla figura di Giulio Einaudi. Si tratta di uno spazio certamente piccolo e non impegnativo, ma sufficiente per ricordare uno dei padri della nostra editoria e a ricordarci che arte e letteratura possono andare a braccetto anche nella semplice composizione tipografica. O non avete mai considerato alcune collane o talune copertine come delle vere e proprie opere d’arte?

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