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Recensione Nudi e Felici: beati loro…

Jennifer Aniston e Paul Rudd, maestri della risata, qualche mese fa hanno fatto coppia (sul set e solo lì), ma non è servito a rendere divertente una pellicola come “Nudi e Felici”. Commediola in teoria indolore, che ogni tanto tenta qualche battuta, parodia dei tempi moderni che strizza l’occhiolino al passato e che non abbiamo ancora avuto il coraggio di commentare. Ora l’inverno è arrivato e, come prevedibile, le novità cinematografiche della passata stagione stanno per approdare sui piccoli schermi casalinghi e questa pellicola, complice un titolo “stuzzicante”, tenterà molti.

La regina della commedia qui è una aspirante documentarista, Linda, che cerca di sfondare nella Grande Mela, è felicemente sposata ad un rampante giovane (Rudd), belloccio, generoso e bonaccione che lavora nella finanza e asseconda tutte le aspirazioni della propria mogliettina. Un giorno però il mondo crolla loro addosso e si ritrovano ad Atlanta ospiti del fratello di George, Rick. Lui i soldi li ha fatti veramente, ma è talmente insopportabile da indurre all’alcolismo e/o all’isteria chiunque gli stia intorno. Sulla via verso la Georgia la coppia esausta si ferma in un Bed & Breakfast che da lì in avanti darà loro riparo a più riprese.

L’Elysium è una comunità hippie riuscita a sopravvivere dagli anni ’70 sino ai giorni nostri. Il cambio di millennio non ha influenzato più di tanto il gruppo. Vivono tutti insieme dando a proprietà e a privacy definizioni piuttosto labili, hanno bandito la violenza in tutte le sue forme (quindi per una bistecca ed un vero caffè si è costretti alla fuga in paese) e vivono di sussistenza vendendo i prodotti della terra che possiedono. Leader indiscusso è Seth (Theroux, compagno di Jennifer Aniston nella vita), che in un batter d’occhio mette gli occhi sulla bella moglie di George e mentre le danze dovrebbero prendere ritmo… noi ci annoiamo!

Una trama semplice e funzionale ad una commedia romantica che gioca sul sicuro attingendo al passato e su un cast rodato ed amato. La voglia di incassi è percepibile, il disastro al botteghino – per lo meno alle nostre latitudini – invece è stato arginato scegliendo di mandarlo in sale semi-deserte a causa delle ferie estive. Idea geniale dato che, oggettivamente, è meglio attendere il passaggio in TV. Crisi economica, crisi di coppia, crisi di identità da nuovo millennio non sanno dove mettersi in questo film, che (forse) sarebbe stato più efficace se fosse rimasto su un piano ancor più leggero, in modo da concentrarsi solo su battute scoppiettanti di puro, goliardico, intrattenimento. La pellicola invece risulta priva di direzione e fuori tempo massimo, non fa ridere, l’ironia su vegani e allucinogeni è scontata e tutto risulta noiosamente già visto. Nessun colpo di scena, anzi, talmente prevedibile e/o banale da farci sorgere il dubbio sia stato l’esercizio scolastico di qualcuno (nel qual caso, sono pronta a gridare al capolavoro!), la regia è insipida e anche una campionessa della risata come Jennifer Aniston risulta scipita, fuori luogo e dalla smorfia quasi fastidiosa. Voto: 4 ½. Opera che non riesce a brillare neppure sotto il sole di agosto.

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