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La migliore Offerta: il film di Giuseppe Tornatore

Il primo giorno dell’anno è arrivato nelle sale il nuovo film di Giuseppe Tornatore, La migliore Offerta. Il regista di casa nostra si avvale di un piccolo (numericamente), ma grande cast internazionale per accompagnarci in un viaggio tutto europeo sulle note di Ennio Morricone. Alle pareti solo opere d’arte inestimabili che ci fanno ritornare con la mente ai nostri viaggi giovanili e alla voglia di cultura, confronto e, in generale, di scoprire le bellezze che ci circondano e hanno fatto la nostra storia.

Il cineasta ci regala un’opera dolce, delicata, intensa, tesa e sorprendente. Si trattiene infatti il fiato una volta raggiunte le battute finali e si scommette su come si risolverà l’enigma. Se l’epilogo può essere intuibile, i singoli passaggi non lo sono del tutto, la maestria sta proprio nel mantenere vivo il dubbio su come si sia  arrivati ad un tale finale. Cosa accadrà però dovrete scoprirlo voi, perché io vi invito caldamente a confrontarvi con questa pellicola affascinante e inattesa.

Un uomo che è riuscito a rendere le sue debolezze il vero punto di forza di una sfolgorante carriera, Virgil Oldman è uno stimato e ambitissimo esperto d’arte, che ha costruito il proprio personaggio pubblico maniacalmente, con il medesimo impeto con cui coltiva la propria passione, ma è solo e vulnerabile nonostante i capricci da primadonna, lo stuolo di apprendisti stregoni e le orde di collezionisti che si contendono un suo cenno d’approvazione, il suo tempo, una sua stima o asta.

Trincerato dietro la fama e la fitta agenda, Virgil è oramai non più giovanissimo e non ha una vera vita sociale sino al giorno in cui una telefonata, un nuovo incarico, una voce femminile fragile -come e più di lui- lo travolgerà e spingerà in un territorio ostile. Un giovane amico, una vecchio compagno di avventura e una misteriosa ereditiera sono, infatti, gli altri protagonisti di questa partita a scacchi coi sentimenti e le debolezze umane che si svolge in un contesto molto intrigante ed inconsueto, il mondo dell’arte antica.
Nulla è lasciato al caso, le inquadrature sembrano quadri e la fotografia riprende le ombre create dalle opere negli ambienti o quelle che i soggetti dei dipinti hanno alle spalle. Una vera sinfonia così come un trionfo è l’interpretazione di Geoffrey Rush, la sua trasformazione in seguito ai mutamenti emotivi è sublime e se all’inizio vorremmo schiaffeggiarlo con tutti i suoi egocentrici vezzi e manie alla fine ci fa una tenerezza sconfinata, anche perché ci assomiglia molto, troppo, nel suo essere così umano e dignitoso nella sofferenza.

Senza strafare, con un’attenzione smisurata, con tutta la passione che ogni fotogramma comunica, Giuseppe Tornatore ci ha fatto un gran bel regalo che non possiamo che consigliare agli amanti della vita, della bellezza, delle umane imperfezioni che tanto hanno ispirato i più grandi pittori nei secoli.
Voto: 7. Bello nella sua semplicità ed eleganza, questo piccolo prezioso film che trasuda storia e vecchio mondo mentre ci narra l’innamoramento, sentimento vecchio quanto… l’uomo 🙂

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Comment(13)

  • franco
    01/06/2013 at 10:45

    bellissimo film,raffinato,seducente,coimvolgente peccato per il finale.Svuota cpmpletamente una storia, se non di amore, di umani,contorti sentimenti che si dipanava in una cornice originalissima e suggestiva di luoghi,cultura,frustrazioni,psicosi e comunicazione interpersonale.

  • laurapozzi stylist
    01/07/2013 at 13:13

    di lavoro faccio la scenografa. Mi sono laureata nell’evoluzione dell’affresco
    da giotto a metà seicento. scrivo questo perchè ila migliore offerta di tornatore lo vedrò ancora. il mio occhio tecnico e attento alla scenografia e al design ha perso i 3/4 del tempo a valutare le scene e le opere, a partire dallo studio del protagonista. premesso che le opere siano, spero dei falsi, quelli utilizzati per le scene, tuttavia ognuno con distinti diritti d’immagine appartenenti a musei o a galleristi, e che ho letto tutti i titoli di coda, il mio voto è 10.
    Sceneggiatura thriller senza omicidio molto affascinante e degna di alcuni film americani tipo “Magnolia” per incastri temporali, negli ultimi 20 minuti, morale da vecchio proverbio dei nonni su come l’uomo giri intorno alla donna, la scenografia è il vero messaggio. Per una volta non parlano artisti tediati, vite sofferte trasposte in tele, parla una ricerca sublime sul concetto della donna nell’arte in chiave totalmente fotografica.
    Se si valuta e se ne percepisce questo, stemperando il valore della storia Rush, chiamato volutamente Virgil da Tornatore, accompagna, catapulta lo spettatore in un mondo non sempre compreso, studiato e apprezzato nella quotidianità, il mondo della Storia dell’Arte.

    • Anonimo
      01/11/2013 at 17:01

      sono perfettamente d’accordo con te. film magistrale da tanti punti di vista.
      tornerò a vederlo per cogliere meglio piccoli e grandi particolari che , attenta alla trama e all’ambientazione, possono esermi sfuggiti.
      anche il mio voto è senza ombra di dubbio 10 !

    • Giuseppe
      01/15/2013 at 21:52

      Ciao, ascolta 🙂 Visto che sei una esperta in materia, mica riusciresti ad illuminarmi sul titolo di un quadro presente nel film? 🙂

  • andrea di popoli
    01/11/2013 at 09:59

    La bellezza – ci dice Tornatore – é eterna, piace anche al male, ma chi l’apprezza e la vive, pur senza possederne la materia in cui essa (la bellezza) si materializza, vive intensamente. È triste però ritrovare sempre un legame tra soldi e bellezza.

  • Anonimo
    01/11/2013 at 17:32

    E’ molto bello, ma anche molto amaro ! Se non ho capito male,…(tagliato dalla redazione per spoiler)

    • V.
      01/11/2013 at 22:58

      Caro anonimo grazie della visita!
      Si si, hai compreso bene il finale, motivo per cui il tuo commento è stato censurato. Non vogliamo rovinare la sorpresa agli altri, no? 😉

  • antonella
    01/13/2013 at 14:44

    film grandioso in tutti i sensi. dalle scene alla fotografia, all’interpretazione dei protagonisti. nonostante le 2, ore non annoia solo il finale, vero coup de theatre, lascia perplessi. soprattutto l’ultima scena dove non sono chiare le intenzioni di Tornatore. forse è 1 finale aperto a varie interpretazioni. come già scritto da qualcuno, alla fine si resta con l’amaro in bocca. il mio voto è comunque 9

  • gaia
    01/13/2013 at 19:18

    mi è piaciuto molto, nonostante la semplicità e forse banalità legata alla prevedibilità delle conseguenze di un improbabile innamoramento che coinvolge giovane e bella ragazza e uomo attempato e potente! la bellezza e raffinatezza, l’intensità emotiva ce la regala l’interpretazione di rush! il mio voto è 7

  • ester
    01/13/2013 at 21:17

    bellissimo
    voreei pero’ essere sicura di aver capito esattamente il finale
    potete rispondermi privatamente per favore!!!!
    grazie

    • V.
      01/13/2013 at 22:44

      Fatto 🙂

      • kim
        01/20/2013 at 02:30

        Molto bello, anche se lascia molta amarezza. Vorrei solo dare una giusta interpretazione al finale. Anche temporale, le ultime scene sono in tempo reale o è lui che ricorda o immagina?Potrei avere una risposta sulla mia mail?
        Grazie

        • antonella
          01/21/2013 at 09:49

          Le ultime scene sono in tempo reale… – parte del messaggio è stato omesso per evitare di svelare il finale a chi non avesse visto l’opera 🙂

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