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Recensione Asterix e Obelix al servizio di Sua Maestà

Asterix e Obelix sono tornati e ci portano attraverso la Francia sino in Inghilterra. La nuova avventurosa trasferta li condurrà al cospetto di Sua Maestà la regina in persona, la quale necessita del loro aiuto per sconfiggere il potente Cesare che sta cercando di conquistare il suo regno! E così i due amici più simpatici del vecchio continente partono dalla Gallia, in compagnia del giovane ed aspirante “rock star” Goudurix, per portare la magica pozione oltre Manica. Ovviamente, il tragitto sarà ricco d’incontri ed inconvenienti con le migliori intenzioni di intrattenere il pubblico in sala.

Già da qualche anno la fortunata serie di fumetti creata da René Goscinny e Albert Uderzo è approdata su grande schermo, dando vita ad una serie di film che è arrivata oramai al quarto episodio: “Asterix e Obelix al servizio di Sua Maestà”. Nei panni dei due protagonisti ritroviamo Edouard Baer/Asterix e Gerard Depardieu/Oberlix (riuscite a immaginare altro attore così somigliante all’originale ) mentre per l’occasione Sua Altezza Reale ha le sembianze di  Catherine Deneuve, che simpaticamente si presta a farne una parodia.Ed eccoci nel 50 a.C. proiettati sulle coste della Britannia a seguire le imprese di Cesare (con il volto di Fabrice Luchini) e dei suoi centurioni (realmente presi in prestito dal nostro Paese –riconosciamo Filippo Timi e Neri Marcoré, ma non sono i soli) che con poca fatica e molto svago sta procedendo nella sua conquista dell’ambita isola, luogo dalle inconsuete abitudini che portano i cittadini a dedicarsi più all’etichetta e alle tradizioni che non a contrastare le legioni romane. L’ironia è tutta concentrata in questi luoghi verdi lambiti dall’oceano in cui non si rinuncia alla merenda con “l’acqua calda”, ci si atteggia e si parla in modo molto moderato e studiato senza mai lasciar spazio alle emozioni vere e spontanee. Gli impulsi (repressi) di questo popolo vengono presi di mira più volte insieme a molte loro caratteristiche.

La commedia purtroppo però gira in tondo: dopo una prima parte dedicata ad una caricatura delle usanze British, nel secondo tempo s’incaglia e le immagini rimangono confinate allo schermo. Malgrado le risate dei più giovani, i grandi non riescono ad entusiasmarsi nonostante la colonna sonora molto rockeggiante (i Ramones troneggiano a più riprese). Forse perché siamo simili ai cugini francesi, ma non identici; probabilmente perché non è sufficiente rastrellare i migliori attori comici per ottenere i fuochi d’artificio; oppure perché rimanere fedeli ai disegni originali non garantisce il coinvolgimento del pubblico in sala; sta di fatto che non ridiamo e non ci entusiasmiamo come invece è accaduto con altre pellicole (anch’esse imperfette) viste di recente.

Voto: dal 5 al 6. Visione consigliata solo se vi state immolando in qualità di accompagnatori di figli, nipoti o simili, altrimenti non ne sentirete la mancanza. Sufficienza sfiorata perché il pubblico più giovane ha colto l’ironia. Noi però ai giovanissimi consigliamo Fiocco di Neve e ai più grandicelli Ralph Spaccatutto, tutta un’altra storia soprattutto in grado di intrigare anche i maggiorenni.

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