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Recensione film Cercasi amore per la fine del mondo

Penny è giovane ha le unghie smaltate di azzurro ed abita al piano rialzato di una palazzina borghese, Dodge è il classico uomo appena approdato alla mezza età, impiegato modello e residente ai piani superiore della medesima casetta borghese. S’incontrano per caso, si conoscono a causa degli eventi e si amano al momento giusto, peccato che sia la fine del mondo. Esatto, immaginate d’incontrare la vostra anima gemella nel momento più sbagliato della vostra esistenza, o forse, esattamente quando dovevate trovarla, peccato che non vi sia più tanta strada da percorrere insieme.

Scordatatevi “Armageddon”, dimenticate qualsiasi altro film catastrofico in cui il gigante asteroide di turno viene polverizzato all’ultimo secondo grazie ad un manipolo di eroi che s’immolano per il pianeta, sognate ancora per un po’ d’incontrare un Presidente in grado di coordinare gli eserciti mettendo d’accordo tutte le culture, i protagonisti della nostra storia sono persone comuni, come tutti noi e non hanno più speranze, possono solo godersi la vita sino all’impatto. Immaginate, infatti, che un giorno vi dicano che abbiate meno di un mese da vivere prima della fine, come reagireste?

Così si apre la pellicola agrodolce, esordio alla regia di Lorene Scafaria, con protagonisti un duo inedito, Keira Knightley e Steve Carell. Lei impersona una ragazza che vive d’istinto, lui un uomo dominato dalla razionalità ed entrambi rifuggono il delirio che li circonda. Nessuna voglia di fare follie, solo di realizzare un sogno. E così, in mezzo alla più totale anarchia (d’altro canto è umano immaginare che in molti vorrebbero togliersi curiosità e sfizi…), dopo anni trascorsi sotto il medesimo tetto, infine danno un volto a quel nome sul citofono e s’aiutano a vicenda inseguendo insieme l’ultima emozione: riabbracciare i propri cari. Ma si sa, talvolta la vita gioca brutti scherzi.

Una commedia che abbraccia la profezia più in voga negli ultimi tempi, fondendo generi diversi, osando come solo gli americani riescono a fare, ci fa ridere con le sue situazioni umane e al contempo paradossali e ci fa (volendo) pensare, mettendo a confronto maschile e femminile, giovane e maturo, razionalità e incoscienza e ironizzando sulle incoerenze di noi tutti. Ma quel finale molto coerente chissà perché stride. Non ci aspettiamo, infatti, una conclusione che non preveda una cascata di melassa, non la vogliamo, dai figli dello Zio Sam pretendiamo il lieto fine soprattutto nei film che si presentano romantici. Perché i sentimenti veri, quell’amore puro e raro, devono superare ogni ostacolo anche un asteroide che sta per cancellarci dalla galassia.

Raro caso in cui Keira Knightley si cimenta con la risata, comprendiamo subito il motivo: di fatto quest’opera affronta la tragedia col sorriso, ma non con leggerezza o facendone una parodia. E’ una pellicola che rimane lontana dalla prospettiva dei potenti trincerati all’interno di bunker, che decide di rimanere per strada ed entrare nelle case e nei cuori delle persone comuni. Quindi nessun dramma, nessuna lacrima, qualche perplessità, ma neppure un tripudio di risate sguaiate, solo un film godibile che strappa sorrisi e farà intenerire alcuni.
Voto: 6 -, perché quel rimanere sul filo del rasoio tra generi potrebbe essere la sua fortuna o decretare la sua condanna.

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