Recensione The Last Stand – L’Ultima Sfida: il nuovo film con Arnold Schwarzenegger

Arnold Schwarzenegger è tornato e l’ha fatto come piace a lui, con uno sparacannone in mano per salvarci da un gruppo di brutti ceffi ricolmi di cattive intenzioni. Colui che si era ritirato dalla scena per onorare la carica di governatore dello stato della California, ora che il mandato è giunto al termine, per la nostra gioia, torna protagonista in un film d’azione in cui grondano bossoli e vi sono un bel po’ di inseguimenti con spruzzatine di sangue qua e la. Se poi, dietro la macchina da presa mettete un regista che arriva dall’estremo oriente è imprescindibile che vi sia un bolide in fuga che sfrecci a velocità intergalattica sulle strade nella notte, che gli scontri siano interminabili e che dopo botte da orbi il buono vinca.

L’unione di due mondi – la patria dei film chiassosi e sparatutto ma tanto rilassanti, e quella delle pellicole tutte cilindri e corse senza sosta con l’immancabile tocco thrilling – ha dato vita ad un film divertente, con un cast di caratteristi ed un protagonista che non ha bisogno di presentazioni: lo sceriffo Owens (alias Schwarzenegger), ossia colui che riuscirà dove la SWAT e un intero dipartimento dell’FBI sono stati beffati.

La storia è piuttosto prevedibile, ma forse proprio per questo godibile e rilassante, e rende la pellicola di quelle in grado di coronare con successo una sera con gli amici dopo una settimana di lavoro. Siamo a Sommerton, una delle tante cittadine americane di frontiera in cui non accade molto anche perché fuori dalle mete turistiche. Isolato, dovendo gestire una popolazione di qualche migliaio di anime, lo sceriffo Owens non ha una di quelle vite cariche d’imprevisti e di situazioni pericolose o adrenaliniche, sino alla notte in cui riceve una telefonata: il vecchio fattore non ha portato il latte!

Da questo mistero in poi ci divideremo tra Las Vegas, dove l’FBI si è persa un super-nascos durante il trasferimento al braccio della morte; le strade su cui sfreccia il galeotto un po’ maniaco e amante delle quattroruote dopo una meravigliosa fuga; e la quieta cittadina che nell’arco di una sola notte si trasforma da perfetta e bucolica a teatro di una vera guerriglia urbana. Anche se questa caccia all’uomo è formalmente condotta dall’agitato agente John Bannister (niente meno che Forest Withaker), di fatto sarà l’attempato e riflessivo sceriffo campagnolo a risolvere la situazione.

Bene contro male, giovani contro più grandicelli, super-tecnologia contro creatività e forza fisica, nuovo contro vecchia scuola, un continuo testa a testa che non inganna mai il suo pubblico sino al momento in cui tutti i tasselli tornano al loro posto.Inutile, quindi, prendersela con i contenuti di semplice concezione, con un plot che segue uno schema da manuale e con il protagonista che alterna battute e sarcasmo all’azione tutta muscoli. Un uomo con più di 60 primavere sulle spalle, infatti, sarebbe ancora meno credibile con in mano un gingillo uscito da un episodio di Star Trek mentre fluttua leggiadro in qualche visionaria situazione fantascientifica.

Quindi, per noi, il film ha superato l’esame: è quello che sembra, fa indossare a Schwarzenegger i panni che vogliamo vedere e ci intrattiene dal primo all’ultimo minuto stappandoci più di un sorriso… già dal trailer :-)

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Ennio Flaiano amava ricordare che "Il cinema è l'unica forma d'arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore rimane immobile.", ed e' V. ad accompagnarci con passione e sensibilità nelle mille sfaccettature di un'arte in movimento. Una guida competente e appassionata, che scrive con la testa ed il cuore e ci costringe, piacevolmente, a correre al cinema per godere di una buona pellicola, o ci consente di risparmiarci euro e fatica quando un film proprio non si può vedere.

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