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Recensione racconti Cuore di Tigre

La premessa, doverosa nonché essenziale, è che al contrario dei quattordici scrittori che si sono prestati a partecipare a questa raccolta curata da Luca Crovi, io non sono certamente un salgariano.

La passione per uno degli autori di storie d’avventura  – espressione che rischierà di sembrare riduttiva, lo so – della storia della letteratura mondiale traspare invece perfettamente dai racconti ispirati dal padre di Sandokan e raccolti in “Cuore di Tigre”, antologia edita da Piemme a cui hanno collaborato, come vedremo, nomi altisonanti nel panorama letterario italiano contemporaneo.

Come quasi sempre accade in questo genere di pubblicazioni, ci sono esperimenti perfettamente riusciti ed altri che non lasciano il segno. Gli appassionati apprezzeranno senza alcun dubbio l’apertura del volume che, in linea con i festeggiamenti per il centocinquantesimo anniversario della nascita di Emilio Salgari, si apre proprio con il primo racconto del romanziere veronese, intitolato “I selvaggi della Papuasia” e datato 1883.

Di certo, i tentativi che mi sono apparsi più riusciti sono stati quelli in cui l’autore ha calato la propria vena narrativa, evitando accuratamente la semplice trasposizione di atmosfere salgariane e personalizzandone le tematiche. Si conferma così sempre divertente il buon Marco Malvaldi con il suo “La perla del Sichuan”, in cui i toni umoristici dei suoi romanzi sono pienamente garantiti, ed è riconoscibilissimo anche Alan D. Altieri, che con “Suyodhana: l’eterno ritorno” mantiene la rotta della sua cifra stilistica certamente particolare ma che tanti e fedeli lettori gli ha procurato.

Godibilissimi anche i racconti di Tullio Avoledo (sempre più una conferma, in ogni suo scritto) e Simone Sarasso: due brani che accomuno per l’utilizzo in entrambi di viaggi nel tempo e che certamente colpiscono per originalità e scorrevolezza.

Quasi naturalmente più agganciati alla realtà restano Massimo Carlotto e Wu Ming 5, mentre Luca Di Fulvio sceglie una strada autobiografica che fa onore all’autore de “L’impagliatore”, thriller su un omicida seriale che prima o poi mi deciderò a recensire. Spiace rilevarlo, ma alla fine delude un filino Carlo Lucarelli, mentre raggiungono ampiamente la sufficienza Marcello Simoni, l’eterno Colaprico e Marco Buticchi.

Insomma, dai nomi evidenziati in grassetto avrete capito che la scuderia messa insieme è di primissimo livello, ma vale una avvertenza generale: se non avete adorato Salgari o se addirittura ne siete del tutto a digiuno, alcune delle letture possono risultare un po’ ostiche o non del tutto appassionanti. Ma se siete fedeli lettori di un autore e non potete sopportare l’ipotesi di perdervi un suo scritto, beh, l’acquisto è praticamente d’obbligo.

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