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Recensione film Gli amanti Passeggeri: delirio in volo!

Gli Amanti Passeggeri, chi saranno mai questi sconosciuti? Curiosi almeno un pochino? Si, si, esatto, sto attirando la vostra attenzione proprio sui protagonisti del nuovo film partorito dalla stravagante mente di Pedro Almodovar. Il cineasta iberico ogni volta riesce a prenderci in contropiede e anche in questo 2013 non si smentisce: a sorpresa, ci porta all’interno di un aereo e per quasi due ore ci tiene in ostaggio del suo equipaggio e di un manipolo di passeggeri. 🙂

Gli svitati che ci faranno compagnia sono i fortunati occupanti della business class di un volo diretto a Città del Messico che subito dopo il decollo subisce un’avaria (!) e, in attesa di una pista su cui atterrare, fa il girotondo nei cieli spagnoli. Per evitare il panico generale e incontrollabile il pilota ordina di mettere KO la classe turistica a botte di narcotici  e d’intrattenere con alcol e droghe i pochi occupanti della classe di lusso. Il caos è inevitabilmente dietro l’angolo…

Questi passeggeri dell’era moderna, una volta privati di tutte le techno-protuberanze che contraddistinguono il nuovo millennio, si dimostreranno dei veri disadattati, tutte le loro (e nostre) buffe debolezze emergeranno e Almodovar le porterà all’estremo riuscendo a farci esplodere in fragorose risate al posto di imporci una triste autoanalisi (uomo acuto…).

Pochi, infatti, i personaggi sullo schermo, ma tutti ben disegnati: sulle poltrone abbiamo una diva molto particolare, un uomo in completo scuro e occhiali con un segreto, un tycoon in fuga dal fisco, l’immancabile sensitiva, i neo-sposini e il dongiovanni stremato dalle amanti (?); mentre i pittoreschi membri dell’equipaggio sono un trio molto gay che si ripassa la cabina di pilotaggio al completo (ah!). L’interazione di queste persone, apparentemente tutte diverse, porterà alla luce un insospettabile fil rouge.

Quei pochi metri quadri limitati da oblò e orripilanti tendine rosse, sono in tutto e per tutto un palcoscenico su cui sfila un campionario di varia umanità con i suoi timori, difetti e buffi limiti, mentre il passaggio da un atto all’altro della nostra commedia viene scandito da (geniali) stacchetti che ridonano ritmo evitando il classico declino post-climax e tra essi una menzione speciale merita il passaggio sulle note di “I’m so excited” delle Pointer Sisters che è riuscito a scuotere dal torpore anche gli ultimi irriducibili.

Così, complice l’unico telefono di bordo il cui vivavoce è perennemente inserito, le persone sullo schermo superano l’imbarazzo e si denudano, liberandosi di sovrastrutture inutili e ritrovando un poco di contatto con se stesse e con gli altri, mentre in sala ridiamo delle nostre nevrosi e ci rendiamo conto che dovremmo impegnarci a gioire di più e provare a spegnere la tecnologia a favore dell’interazione umana che –forse- saremmo meno soli.

Almodovar questa primavera ci regala un film davvero inatteso e divertente ambientato in uno spazio ristretto in cui capiterà di tutto! “Gli Amanti Passeggeri” è una commedia assolutamente leggera, ma ricca di dettagli (neppure le tendine di separazione tra classi sono lasciate al caso) e rimandi (a miti e storia del cinema), e grazie ad un manipolo di attori scelti con dovizia è irriverente senza mai divenire irrispettosa.

Voto 6 ½:  questa extravaganza con duplice cameo iniziale è liberatoria!

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