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Recensione film Il Cacciatore di Giganti: antiche leggende e nuove storie su grande schermo

Immaginate di tornare indietro nel tempo, di vivere in terre sempre verdi, di essere dominati da un Re saggio e di salvare per caso la sua figliuola. In questo mondo, che ci ricorda l’epoca dei Cavalieri della Tavola Rotonda, popolato da fidati bracci destri di Sua Maestà, ricco di scapestrati giovani adulti e con qualche furbo (e molto stolto) aspirante regnante, si svolge l’odierna favola.

Protagonista di un’avventura tra cielo e terra, tra il nostro piccolo mondo e quello dei Giganti, è il giovane Jack (Nicholas Hoult) dopo che il fato lo farà inciampare per ben due volte nello stesso giorno nella bella principessa Isabella (Eleanor Tomlinson) con la quale si ritroverà a intraprendere una (dis)avventura che cambierà per sempre le loro vite e quelle del loro popolo.

Isabella e Jack sono cresciuti in ambienti molto distanti, ma entrambi si sono addormentati da piccoli con le storie che narravano dei Giganti, antichi dominatori del nostro pianeta sino al giorno in cui un Re riuscì a fermarli grazie ai poteri di una corona molto particolare. I nostri giovani eroi non hanno quindi difficoltà a digerire la notizia che le favole della loro infanzia siano divenute realtà e questo da loro un gran vantaggio sugli altri e soprattutto sui nemici.

Se da un lato una nuova minaccia rende incerto il futuro e terrorizza i ragazzi, da un’altra prospettiva entrambi stanno vivendo il cambiamento che avevano sempre sognato: Jack si ritrova nell’arco di una notte trasformato nell’uomo incaricato di riportare a casa l’erede al trono viva, dopo che una strana pianta comparsa dal nulla l’ha fagocitata e trascinata in un altro mondo, mentre per Isabella è l’occasione di rompere un fidanzamento imposto e disprezzato.

“Il Cacciatore di Giganti” è una vera storia fantasy con piante chilometriche che fanno da neo-Stargate, veri e propri portali d’accesso tra il nostro mondo e il luogo d’esilio di giganti che agognano da tempo di fare un buon pasto a base di carne umana, esseri enormi, grigi, sporchi che ci fiutano lontano un miglio. Ma questa è anche una storia di giovani intrepidi, che credono ancora nelle favole e nel vero amore, che vivranno un’avventura e troveranno l’anima gemella, anche se prima dovranno riuscire a sbarazzarsi degli enormi e sgradevoli ospiti dall’aria belligerante.

Unica arma di noi neo-lillipuziani sarà il coraggio misto a un bel po’ d’estro e ad una gran voglia di sopravvivere e di vedere trionfare buoni sentimenti e rettitudine. Favola quindi con una trama classica, ma dall’ambientazione unica; opera epica ricca di nuovi risvolti che si svelano man mano che la storia evolve; film mai truculento, ma sicuramente un po’ violento (pur sempre di guerra si tratta) il cui 3D non brilla al punto da ritenere che la visione senza occhialini non avrebbe sofferto della mancanza di oggetti che bucassero lo schermo.

Storia fantastica, in luoghi indefiniti e senza tempo, in cui perderci da soli o in compagnia dei nuovi beniamini che sono giovani, belli e carichi di speranze. Prova superata per l’originalità della trama e per l’epilogo non troppo aperto quindi, anche se il genere non m’appartiene, il mio voto è di piena sufficienza.

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