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Recensione KIKI Consegne a Domicilio di Hayao Miyazaki

Per la gioia di grandi e piccini, l’imminente ponte di festa sarà coronato dall’uscita nei cinema di “Kiki, Consegne a Domicilio”, nuovo (da noi) cartone animato di Hayao Miyazaki, tratto dal romanzo per bambini di Eiko Kadono, una dolce avventura dal profondo significato, molto al passo con i tempi nonostante sia nata nel oramai lontano 1989.

Dietro la storia fantastica di Kiki e della sua emancipazione, Kadono racconta e Miyazaki mostra come raggiungere l’indipendenza oggi sia differente rispetto al passato: la società si è così modificata che andare via di casa non coincide più con la crescita anagrafica e non implica quella economica dei fanciulli. I tempi sono tali per cui non stupisce che i giovani vivano con estranei, facciano lavori temporanei e saltuari e la povertà oltre che economica sia soprattutto interiore.

Focalizzando sul delicato momento del passaggio all’età adulta, la storia punta tutto sul credere in se stessi e nelle proprie capacità e ci insegna l’importanza dell’essere dei buoni osservatori, pronti all’occorrenza ad ascoltarsi e assecondarsi. E, in poche battute, siamo così coinvolti che anche noi nel pubblico ci sentiamo spronati a crescere, ad apprendere sempre con entusiasmo, e a guardarci allo specchio per mai dimenticare e quali siano i nostri punti di forza e quelli da implementare.

Ma torniamo alla nostra Kiki, ragazzina pre-adolescente, simpatica e con una particolarità che la distingue dalle coetanee: è una strega! Niente paura, nessuna storia del terrore all’orizzonte, nessun maleficio o strana pozione dagli effetti dannosi, Kiki è uguale alle altre bambine, la sua particolarità è l’abilità di saper volare e, ora che ha raggiunto l’età della maturità, deve andare nel mondo e imparare a badare a sé, affidandosi solo alle proprie forze. Kiki è umana in tutto, ha le medesime nostre debolezze e virtù, ha i nostri stessi sogni e le stesse speranze, ma soprattutto è incredibilmente forte e infonde gioia di vivere.

In tempi cupi come gli attuali, solleva l’animo vedere un film come questo: uno sfondo luminoso e coloratissimo e personaggi immersi nel verde, sorridenti, positivi e costruttivi. Dolce nel tratto, solare nei colori e nel messaggio, mai deprimente nelle avversità (seppur spiacevoli, tristi e, in alcuni momenti, drammatiche) questo racconto funziona perché senza tempo, avvincente e intelligente.

Alla fine, infatti, l’insegnamento è chiaro (la protagonista raccoglie quello che ha seminato: aiuto e crescita), la fotografia della realtà è così lungimirante da risultare attuale ancora nel 2013, e non viene mai meno la voglia di raccontare una favola, con tutti i suoi elementi magici. Un’animazione realistica, ma adatta a tutti, proprio come volevano i suoi creatori. ☺

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