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Recensione IRON MAN 3: un film con un eroe divertente, eccentrico, sempre più umano

Siamo davvero un pubblico viziato, non c’è che dire, la sindrome di Peter Pan di cui è affetta la mia generazione viene alimentata davvero con costanza e con sempre maggiore cura ☺ Anche quest’anno ci stiamo godendo una bel po’ di divertenti fumettoni e tra essi primeggia di nuovo lui, Tony Stark (nella vita Robert Downey jr.) alias Iron Man. Il terzo capitolo della fortunatissima saga dedicata all’eclettico e geniale miliardario è infine al cinema.

Dopo i primi due fortunatissimi episodi e dopo l’excursus di The Avengers, in cui la sua ironia ha fatto da padrona al punto che in molti hanno ribattezzato la pellicola col nome di “Iron Man 2.5”, la paura che la nuova avventura dell’uomo con la tutina di latta fosse un sonoro e noioso flop era davvero molta. Ma casa Marvel ci ha dimostrato di essere non solo al passo coi tempi, ma addirittura di riuscire conoscere a fondo le esigenze del suo pubblico: il Tony Stark che abbiamo difronte quest’oggi è davvero figlio del nuovo millennio e ci piace un sacco!

Più geniale, intuitivo, creativo che mai, oggi Tony è sempre più simile a molti di noi: ha il sonno disturbato, è turbato dagli eventi mondiali, si nutre male, dimentica le cose più importanti – soprattutto trascura una compagna la cui conquista è stata inframmezzata da numerose disavventure – ed è sempre più preda di forti stati ansiogeni che compromettono la sua concentrazione.

Come se non bastasse, in questa nuova avventura, antichi demoni di cui non conosceva/ricordava l’esistenza busseranno in modo molto roboante al porta della sua mansion e non tarderanno a catapultarlo in terre gelide a caccia di un nemico che appare degno avversario e potenzialmente in grado di avere la meglio. Se non fosse che oltre al denaro, Mr. Stark ha più di un asso nella manica.

Perché Iron Man non sarebbe un super-eroe se non dovesse di tanto in tanto salvarci da un pericolo globale imminente che solo lui riesce a combattere e debellare grazie alla sua armatura, alle invenzioni, all’avveniristica tecnologia e soprattutto all’estro del suo inventore, dotato un buon quantitativo di sagace sarcasmo che lo rende immensamente simpatico.

E poi, ora che è inquieto, turbato e insicuro, lontano da tutti e può contare solo sul suo ingegno e in generale sul suo lato umano, è più godibile che mai e ci illude di poter entrare nello schermo e diventare validi collaboratori nell’attuazione del suo piano per sconfiggere i cattivi che gli stanno dando filo da torcere. “Iron Man 3” ci mostra, infatti, un protagonista spesso denudato dalla sua armatura e in questa (apparentemente) nuova debolezza risiede il segreto del suo successo.

Questo film è più ironico (ma mai scontato, banale o noioso), più avventuroso, più esplosivo e ha una cast che annovera, oltre ad un Robert Downey jr sempre più in sintonia con il suo alter ego, un cattivissimo Guy Pearce, una Gwyneth Paltrow/Pepper più attiva che mai e un Ben Kingsley che se la deve essere davvero spassata. E così, in contro tendenza, il terzo capitolo dedicato al super-eroe tanto amato dal pubblico che gremisce le sale appare come il migliore episodio di sempre, chapeau!

Promosso a pieni voti. Noi abbiamo già fatto partire la clessidra in attesa della prossima avventura e voi? 😉

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