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Recensione romanzo Le Vendicatrici – Ksenia

Eccoci alla prima di quattro avventure che ci accompagneranno nei prossimi mesi!

“Le vendicatrici” è infatti la prima di una serie di romanzi nati dalla fantasia di Massimo Carlotto e Marco Videtta e dedicati a quattro protagoniste femminili che lasciano davvero il segno. In questo primo capitolo della saga, che pare già pronto per una trasposizione televisiva, ci viene presentata la storia di Ksenia, una splendida ragazza russa giunta in Italia con la promessa di un matrimonio ed invischiata, in realtà, in un rapporto niente affatto sentimentale con un re dell’usura della capitale. La procedura è la solita dello squallido mercato delle “spose via Internet”: una foto falsa di un bel giovane per accalappiare, il sequestro del passaporto, azzeramento dei contatti umani e la minaccia nei confronti dei familiari rimasti in patria.

L’occasione per il riscatto arriverà dalla conoscenza di tre persone legate, per vie diverse, allo strozzino che si è trovata in sposa: si tratta delle tre protagoniste dei prossimi romanzi del ciclo, che rivestono – già in questo primo volume – un ruolo niente affatto secondario. Luz, colombiana con cui nascerà una bella amicizia ed uno splendido amore, Eva – titolare di un negozio di profumeria e di un marito idiota – e la misteriosa e addestratissima Sara affiancheranno Ksenia nella ricerca della libertà, tra omicidi, famiglie malavitose e una serie di cattivi-che-più-cattivi-non-si-può, adorabilmente inseriti in un contesto urbano davvero molto convincente.

Una trama ricchissima di colpi di scena, una galleria di personaggi che si fanno amare od odiare visceralmente ed un ritmo narrativo perfettamente cadenzato rendono questa prima puntata de “Le vendicatrici” un esperimento assolutamente riuscito. Rimane a questo punto la curiosità di verificare come proseguiranno le avventure delle quattro tostissime protagoniste, e se anche le nuove uscite – previste rispettivamente a giugno, settembre e novembre 2013 – manterranno le premesse e finiranno per costituire un punto di riferimento nel noir italiano, che continua a riservare delle ottime sorprese.

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