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Recensione anteprima del film Tra Cinque Minuti in Scena

Qualche sera fa chiedevo ad un amico come stesse suo padre e ho visto un uomo nel pieno dei quaranta per un attimo cedere e distrarre lo sguardo, divenuto insolitamente ed impercettibilmente velato, mentre ricordava un pater familias tutto italiano, che orgogliosamente ha mantenuto nell’agio un’intera famiglia, che oggi non riconosce più la moglie, il figlio o il nipote, da sempre gli ultimi a voler essere dimenticati da un nonno.

Il nuovo millennio porta con sé anche questo retro della medaglia, siamo in salute, longevi e invecchiamo con tutte le ineluttabili conseguenze del caso. Non stupisce, quindi, che il cinema negli ultimi anni stia sempre più insistendo sull’argomento, ne è un esempio il meraviglioso “Amour” di Haneke che ha saputo conquistare il cuore di ogni generazione a tutte le latitudini, ma non è il solo… anche progetti più piccoli, uniti dal comune intento di narrare una storia reale, triste e –perché no– comica, di vita vissuta.

E oggi, inaspettatamente per noi milanesi, entriamo in casa di un’attrice che spesso incontriamo sui palchi della città con la sua chitarra e la sua presenza scenica: Gianna Coletti, le cui performance sono state commentate più volte da noi dipendenti dal carnet di Invito a Teatro e orfani della “festa del teatro”. Scopriamo così che davvero in ogni famiglia c’è del dolore anche se non per forza si tramuta in chiassosa tragedia.

Con un pizzico di documentario, molto cinema e l’immancabile palcoscenico del teatro, l’opera prima della regista Laura Chiossone è convincente e diversa. Questa è la storia di Gianna che interpreta se stessa: una figlia che ama e accudisce la madre, una attrice che ama e segue la sua passione, il teatro, e una donna che ama in sordina un uomo, ma non può concedersi il lusso di una relazione in piena regola.

Insomma, abbiamo di fronte ai nostri occhi la quotidianità, semplice e ai limiti del disarmante, ma al contempo carica di quell’ironia a cui nessuno vuole rinunciare. Una delle caratteristiche di questo film è sicuramente la narrazione, a tratti autobiografica (!), spesso pura fiction, che non cerca mai di strapparci una lacrima o farci venire il magone, perchè così deve andare e così sarà sempre. Dignitosa, senza mai arrancare, seguiamo la nostra protagonista nelle sue giornate tipo e volenti o nolenti siamo un po’ li con lei.

Accompagnati da una colonna sonora che sin dalle prime inquadrature ci colpisce per gli accordi e la sua determinazione, vediamo come realtà e finzione si intrecciano in una danza che ci da costante sollievo e mai ci fa sentire in colpa per non provare sconforto. D’altro canto dubito che la signora Anna (Coletti), che nonostante tutto non ha rinunciato al suo sarcasmo, avrebbe gradito un film in cui fosse protagonista di un interminabile piagnisteo.

Chiudiamo segnalando che il film sarà in diverse sale italiane a partire da giovedì 27 giugno, a Milano lo troverete al centralissimo cinema Apollo. Maggiori dettagli e l’elenco completo li trovate sul sito ufficiale: www.tracinqueminutinscena.it

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