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Un ragazzo e i carri armati in Piazza Tienanmen (prima parte)

Le immagini più celebri della storia della fotografia sono, nella loro quasi totalità, scatti unici e risultati – abili e/o fortunati – del classico “al posto giusto nel momento giusto”. E’ una tendenza che, se ci limitiamo al solo reportage, è probabilmente destinata a sparire in futuro, circondati come siamo di videocamere, obbiettivi, cellulari fotoriprendenti.

E c’è una immagine, forse fra le tre più note del Ventesimo Secolo, che continua a vivere in almeno quattro versioni. Quella più nota, e riprodotta anche nei poster che tappezzano case e uffici, è questa:

L’autore è Jeff Widener, fotografo della Associated Press, che ricorda come la sera prima di quello scatto memorabile la sua Nikon F3 Titanium fosse stata messa a dura prova da un sasso scagliato durante le proteste in piazza Tienanmen. Dobbiamo quindi ringraziare la casa nipponica per la robustezza dei suoi corpi macchina ed anche un ragazzo di nome Kirk o Kurt che consentì a Widener, la mattina successiva, di raggiungere uno dei piani più bassi del Beijing Hotel nascondendo l’attrezzatura da fotoreporter.

Prima curiosità: Jeff stava scattando una immagine della colonna di carri armati quando il ragazzo entrò nell’inquadratura. Il suo primo pensiero fu: “Damn it — that guy’s going to screw up my composition!” (“Dannazione, quella ragazzo mi rovina la composizione”).

Seconda curiosità: l’immagine fu scattata con un tele 400mm ed un moltiplicatore di focale TC-301 a 1/30-1/60. Per i non addetti: quando se ne accorse, il fotografo si convinse di non aver ottenuto un risultato decente, e scoprì che le immagini erano utilizzabili solo dopo lo sviluppo. Meno di 24 ore dopo, quella fotografia tecnicamente quasi impossibile campeggiava sulle prime pagine di tutti i giornali europei ed americani.


Altra versione: si tratta di uno scatto di Charlie Cole, inviato a Pechino da Newsweek. La sua immagine inquadra i primi tre carri armati della fila, le stelle rosse sono più dettagliate ed il ragazzo appare a pochi centimetri dall’essere travolto:

Cole è un fotoreporter di esperienza, uno di quei cronisti che ha vissuto molte situazioni belliche e che sa dunque che cosa aspettarsi. Sostituisce quindi il rullino impressionato con le foto dei carri armati con uno vergine, effettua la stessa operazione su un secondo corpo macchina utilizzato durante gli scontri della giornata precedente, ed inserisce le due preziose pellicole in un sacchettino di plastica che assicura con una piccola catena all’interno dello sciacquone del water. Pochi minuti dopo, un ufficiale cinese irrompe nella sua stanza, apre le reflex e strappa via i rullini portandoli alla luce del sole. L’espressione di Cole deve essere stata davvero convincente, e quella sul volto del cinese faceva trasparire soddisfazione. “Missione compiuta” deve aver pensato. Si, caro, più o meno eh…

Continuate a seguirci per scoprire le storie che accompagnano altre versioni di una immagine memorabile nella seconda puntata di questo speciale!

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