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Recensione della commedia romantica “Se Sposti un Posto a Tavola”: per cambiare vita, cambia il vicino!

Donne, muovetevi, chiamate le amiche, date la libera uscita a mariti, compagni, amanti, insomma ai maschietti, inguainatevi in una mise che vi faccia sentire sexy quanto basta, infilate i piedini di fata nelle splendide scarpe tacco 12 che vi stanno fissando da troppi weekend dallo scaffale e via! E’ in arrivo la vostra serata: libertà, gossip e risate a volontà in compagnia della nuova commedia francese “Se sposti un posto a tavola”, da domani nei cinema sotto casa.

Perché ogni tanto i sogni della nostra adolescenza devono prendere forma, per lo meno su grande schermo, e l’epilogo perfetto deve scorrere davanti ai nostri occhi, unico modo in grado di farci digerire le costanti delusioni della vita adulta. Ma cosa accade di preciso in questo film accomunato da molti a “Sliding Doors”? Esattamente quello che state fantasticando: due persone si lasciano andare a un irrefrenabile desiderio prima della celebrazione del matrimonio di una delle due ma, una volta dato sfogo ai propri istinti, si ritrovano a dover riposizionare dei segnaposto che non hanno idea di dove fossero.

Vi siete mai soffermati a immaginare come sarebbe stata la vostra vita se il vostro vicino ad una cena o ad una festa fosse stato un uomo e non una donna? E se fosse stato il marito/moglie di un altro commensale? E se vi avessero usati per ridare speranza ad un rapporto oramai ai ferri corti?  E ora, allargate l’orizzonte e ipotizzate il futuro non solo vostro ma anche di tutti i commensali, basandovi esclusivamente sulle vostre più o meno esigue conoscenze di coloro con cui state condividendo il pasto. Gli scenari potrebbero essere molti e talvolta oltremodo buffi!

Questa commedia romantica, nata oltralpe, oggettivamente ha un punto di partenza già sfruttato da altri, ma lo sviluppo della storia è unico: grazie ad un cast che può vantare grande espressività ed esperienza, grazie ad una fervida immaginazione e soprattutto grazie alla volontà di creare un film garbato, divertente, mai volgare, trascorriamo due ore serene, sorridendo e una volta usciti dalla sala ci mettiamo subito a scorrere l’agenda alla ricerca di coloro a cui consigliarlo una volta arrivato nei cinema della città.

Protagonisti sono inizialmente Eric, Marie e la loro attrazione mai assopita che creerà non poco scompiglio nella testa di Eric, il quale avrà il compito di rassettare il tavolo in cui siederà la sorella della sposa, l’ex-fidanzato della sposa, il coinquilino dell’ex-fidanzato, la moglie e l’amante del marito e una coppia che sta per scoppiare. Insomma un bel ventaglio di adulti che, a seconda del vicino di posto a quel banchetto, daranno un sicuro scossone alla propria vita, bisognosa di una bella ventata di freschezza.

Immediata l’immedesimazione, l’incipit è tale da volersi tuffare nella pellicola e sostituirsi ai protagonisti, poi il campionario umano è talmente vasto da riconoscere in un batter d’occhio il proprio alter ego su celluloide. È inutile fingere, a tutti piace vivere le favole, solo non è cool ammetterlo, tutto qui! Il film è gentile e fa sorridere, da consigliare ai romantici, a quelli col cuore di marzapane, ai sognatori e a chi non riesce a rinunciare neppure a cinquant’anni a vivere una favola, anche solo con la fantasia, per un paio d’ore protetto dal buio di una sala cinematografica.

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