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Un museo che non c’è: opere d’arte rubate

C’è un museo che nessuno potrà visitare. Una galleria ricca di opere che hanno segnato la storia dell’arte, di dipinti e sculture. Una collezione per cui prenoteresti anche un volo e una notte in albergo, se si trovasse in una città piuttosto distante.

Ma non puoi, perchè si tratta di opere rubate.

Le possiamo gustare soltanto su uno schermo, nel sito istituzionale dell’Interpol, che dal 1947 mantiene un database delle opere d’arte rubate e ne riporta anche i ritrovamenti. Ogni anno, nei mesi di giugno e di dicembre, l’Interpol pubblica anche i “most wanted” in forma di poster: l’ultimo documento emesso (lo si può scaricare in formato PDF, 2,3 Mb) è il numero 43, ed è un campionario di tipi e provenienze. Si va da un meraviglioso ostensorio di Stuttmann trafugato a Vienna nel 2012 per arrivare ai 28 cm di un incredibile piatto scomparso a Teheran. Tornando alle segnalazioni di dicembre invece spiccano un Gaugain ed un Delacroix, entrambi irreperibili ed entrambi probabilmente destinati a soddisfare l’ingordigia di facoltosi ed accortissimi privati.

Navigare negli oggetti rubati soltanto negli ultimi due mesi fa veramente impressione, perchè non puoi non immaginarli in un contesto aperto al pubblico, e vorresti essere partecipe della gioia e della meraviglia. E invece puoi soltanto scorrerle sul monitor, passando da dipinti a sculture, da francobolli a crani umani.

Se vi sentite abbattuti quanto mi son sentito intristito io, il passo da compiere immediatamente è una visita alla sezione dedicata ai capolavori recuperati: il respiro si rilassa ed un sorriso si spande sul volto apprendendo che sono tornati alla luce dipinti di Bruegel e Van Gogh, sculture di ogni epoca, gioielli di diversa fattura. Un lavoro di recupero paziente e complicato in cui primeggiano i nostri colori: il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, oltre a collaborare alle attività di censimento, messa in sicurezza e recupero di beni culturali in aree del territorio nazionale colpite da calamità, opera da sempre nella ricerca di opere d’arte rubate e vanta, oltre ad una competenza riconosciuta a livello internazionale, alcuni “colpi” di grande effetto: da uno splendido leggio in legno trafugato dal Duomo di Santa Maria Assunta a Spilimbergo (PN) nel 1987 e recuperato appena qualche mese dopo ad una infinità di opere greche e romane, spesso frutto di scavi illegali e rivendite all’estero, da un Piero della Francesca ricomparso dopo un anno di latitanza in Svizzera a un meraviglioso Crocifisso del XIII secolo sottratto a Firenze nel 1977 e recuperato quasi venti anni dopo a Roma, presso l’Ambasciata del Belgio (…) e a seguito di una rogatoria internazionale.

Ecco, l’augurio è quello che il museo che non c’è possa diventare, un giorno, finalmente visitabile.

 

 

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