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Recensione del film The Butterfly Room – La Stanza delle Farfalle: un bel thriller

Ce l’ho fatta! Mai affronto era stato più grande: avere amici stranieri che osannavano un thriller al confine con l’horror, girato da italica mano ma introvabile in madre patria, era davvero troppo… Ad essere sinceri, al cinema è arrivato ma così in sordina da essere sfuggito ai più, appassionati del genere inclusi, e se la sottoscritta non avesse valicato il confine giusto sarebbe rimasta ugualmente a bocca asciutta. Infine, ho visto “La Stanza delle Farfalle” di Jonathan Zarantonello ed avevano ragione: è un film da non perdere!

“La Stanza delle Farfalle” è una pellicola che ruota intorno ad una misteriosa stanza delle farfalle, esatto, uno di quei luoghi che personalmente definisco reliquiari, in cui tristemente alle pareti troneggiano farfalle con ali dai colori quasi sovrannaturali, infilzate peggio di un bambolina voodoo, imbalsamate più di un faraone egizio e sigillate a dovere per venire esposte al pari di uno scalpo all’epoca delle guerre degli indiani. Appare, quindi, verosimile che una persona ossessionata da siffatti cimeli sviluppi qualche problemino relazionale e la nostra protagonista non sembra fare eccezione.

Ann (una meravigliosa Barbara Steele) abita in un bel palazzo di un quartiere benestante, è una donna fine e riservata ed ha un hobby che richiede grande pazienza, molta conoscenza della chimica e un polso estremamente fermo. Ann è meticolosa, solitaria e un po’ sinistra, ma forse è solo la nostra immaginazione a causa del suo maniacale riserbo e di quei capelli così corvini… perché Ann piace, soprattutto alla figlia della vicina di casa al punto da trovarsi a trascorrere un lungo fine settimana da sola con lei. E il dubbio a quel punto s’impossesserà di noi: Ann avrà davvero qualche scheletro nell’armadio?

La cura di Ann per le bambine avrà, infatti, risvolti che inquieteranno non poco lo spettatore. Da un lato si assiste ad un ben calibrato crescendo di suspense, dall’altro c’è l’argomento in sé: quello strano attaccamento alle figlie degli altri. L’aspetto che rende particolare questa storia è che la componente femminile controlla sempre la scena e ne esce da vera dominatrice, comprese le piccole protagoniste che non appaiono mai succubi. Ognuna a suo modo è forte e determinata. E noi che siamo al di qua dello schermo, solo una volta raggiunto l’epilogo, ci rendiamo conto che tanta inquietudine è stata indotta soprattutto dalla nostra immaginazione che è riuscita a rendere di sicuro impatto una chiusura di per sé piuttosto prevedibile. Tanto è vero che non sgorga nemmeno una goccia di sangue, nonostante si vedano commettere un bel po’ di reati…pas mal!

D’altro canto, sin dalle prime inquadrature, si nota un cast composto da molte grandi stelle del genere, a partire dalla stessa protagonista, considerata ad ogni latitudine la gran dama del cinema gotico, vera regina dell’urlo. E, in effetti, sono tutti molto convincenti nei panni loro assegnati dal regista, sanno come far provare disagio al pubblico senza bisogno del supporto di effetti speciali, di plot intricatissimi o di astuti doppiaggi in fase di montaggio.

“La Stanza delle Farfalle”, nonostante renda omaggio a un genere dal glorioso passato, non è un film sbiadito o impolverato, ma una bella prova: Zarantonello dimostra scioltezza nel muoversi in quei meandri e una determinazione che fuga subito l’idea di essere di fronte un principiante alla ricerca di sé stesso. L’atmosfera è cupa e ricca di dettagli senza rendere la scena sovrabbondante, il cast è perfetto e si rivela vincente l’aver affidato il ruolo della protagonista a una Barbara Steele dall’immutato fascino misterioso.
Voto 7: film da trovare, visione da pretendere!

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