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Youcrime, giallisti di razza e autori esordienti – Terza puntata

Come molti ricorderanno, l’idea alla base dell’iniziativa editoriale Youcrime prevede che ogni volume ospiti un giallista di fama e tre esordienti. Dopo le prime due puntate (qui e qui le nostre impressioni) tocca a Sandrone Dazieri fare la parte della chioccia. Ed il racconto con cui il padre del Gorilla apre l’antologia è di quelli che lasciano decisamente il segno. La storia di un ex galeotto redento e reinserito nella vita sociale che ritorna a vecchie scatenato dall’uccisione del suo cane tocca qualche corda nel cuore, e pone il giusto accento sul tema mai troppo trattato del maltrattamento degli animali.

Ad aprire il terzetto di esordienti è Igor de Amicis. Con un racconto ambientato tra carcere e vicoli napolitani, una ordinaria storia di camorra tra omicidi, codici comportamentali antichi come le mura che ne sono teatro, sangue. Certamente coinvolgente.

Un padre ubriacone e violento, una di quelle solitudini adolescenziali fatte di prese in giro collettive e un profondo senso di inadeguatezza. Nico, il protagonista del racconto di Filippo Digirolamo, vive un’esistenza davvero complicata che un bigliettino passatogli da una bella compagna di classa contribuirà a complicare ulteriormente.

Chiude l’ebook “Until it sleeps” di Aislinn, un racconto nerissimo giocato tra un bosco ben poco incantato e presenze decisamente diaboliche. Un’esperienza che non potrà che segnare per sempre la vita del protagonista.

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Concludiamo la nostra rassegna con Paolo Roversi e con i suoi tre discepoli. L’autore di “Milano criminale” si affida ad una ambientazione naturalmente meneghina che costituisce lo sfondo in cui si muove un giornalista di nera alle prese con l’omicidio di una ex prostituta in un bel ritratto della mezza periferia milanese, fra borghesia radicata e nuova immigrazione.

Il terzetto di esordienti che accompagnano Roversi è aperto da Omar Gatti, che prosegue idealmente nel solco lombardo tracciato da Roversi con il suo “Milano non dimentica”. Un racconto nerissimo di pura mala milanese, la storia di un criminale vecchia maniera che ritorna all’ombra della Madonnina in cerca di vendetta, ma il clima e le gang sono davvero cambiate…

Nel racconto di Fabrizio Fulio-Bragoni il protagonista è un pugile dilettante alle prese con l’allettante offerta di lavoro di uno di quei negozi compra-oro che abbiamo imparato a riconoscere un po’ in tutte le città. E da un impiego come corriere all’idea del colpo con cui sistemarsi per la vita il passo è davvero breve: una storia asciutta, davvero ben narrata.

“La paura fa 91” è invece il titolo del racconto di Marco Donna, ed i lettori milanesi riconosceranno immediatamente il gioco di parole basato sulle due storiche filovie meneghine: la 90 e la 91 tracciano un percorso che assomiglia ad un solco, e le frequentazioni – specie notturne… – sono ben descritte in questa vicenda lineare e intrigante che si conquista il mio voto.

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