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Cine-esplorazioni da primo giorno di festival: Intruders e Cinemanovels

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Prima di ritirarci tra le braccia di Morfeo, dobbiamo assolutamente dirvi una cosa: siamo sbarcati, ci siamo orientati, non abbiamo dormito, abbiamo ritirato il kit del bravo accreditato, se avessimo ricevuto una padellata in testa ora saremmo più frizzanti, reattivi e presenti, e siamo troppo eccitati per capire qualcosa, ma siamo al TIFF! Dopo un giro del circondario, dopo aver scattato le prime foto (potete vederle qui – vi ricordiamo che l’album crescerà durante il festival), dopo la prima esplorazione nelle sale  alla cieca – un bell’horror (che non fa mai male) e una pellicola più soft un po’ romantica e più drammatica, insomma un vero punto di domanda – il nostro primo giorno è giunto al termine. Se siete curiosi potete seguire quotidianamente i diari e gli approfondimenti, se invece volete scoprire subito con quali pellicole abbiamo aperto le danze ecco un assaggio.

Intruders è un vero sollievo: quando si dice un divertente B-movie! Fughiamo subito ogni dubbio, non stiamo per parlarvi del film “Intruders” con protagonista Clive Owen, girato qualche anno fa. Oggi andiamo in Corea e seguiamo uno scrittore che, per ritrovare la vena creativa, si ritira in una baita, un B&B chiuso al pubblico, lontano da tutto. Purtroppo, è la stagione peggiore, nevica in maniera spropositata, e ben presto il nostro eroe, completamente isolato, si ritrova a dover fronteggiare un gruppo di ragazzi esagitati in cerca di riparo, infondate accuse e misteriose presenze. Ovviamente, il sangue sgorgherà a fiumi e sulla neve l’effetto sarà abbagliante… guardate il traler!

La recitazione è consona al genere: i personaggi non brillano per intelligenza e il cast asseconda bene quanto imposto dalla parte. D’altro canto, siamo in un film dell’orrore e se le menti fossero illuminate, eviterebbero di fare la fine che fanno 😉 Le note dolenti sono tre: la colonna sonora si perde per strada man mano che la storia diviene grottesca; come al solito non comprendiamo del tutto l’umorismo; e il thrilling sembra sempre dietro l’angolo ma non arriva mai prima del calare delle tenebre.

Della medesima casa coreana che ci ha regalato i recenti “Stone” e “Our Sunhi“, questo film è forse inadatto al grande pubblico in cerca di un riparo in un cinema durante la brutta stagione, ma è un perfetto prodotto da cassetta, una vera follia di mezzanotte!

Cinemanovels invece è tutta un’altra storia, rientriamo nello schema più classico della coppia istrionica alla deriva, in cui lei, più artistica e più annoiata del consorte, con la scusa di organizzare una retrospettiva, scoprirà molto su suo padre, su sé stessa e sul proprio matrimonio. Valori in crisi, certezze che crollano e maggiore consapevolezza sono i pilastri su cui poggia l’opera. È la storia di Grace, figlia d’un famoso filmaker appena deceduto, che si ritrova a scoprire chi fosse realmente quell’uomo solo a posteriori, analizzando il suo lavoro. Nell’impresa verrà aiutata da un esperto, ironicamente un vicino di casa, e pian piano si ritroverà a vivere di persona esperienze che faranno emergere i punti in comune col padre.

Con una confezione meticolosa, con un cast che supera la prova e con una fotografia che si fa notare, questa pellicola soffre di lentezza e temiamo sia un effetto voluto, come se con ciò si volesse impreziosire l’opera rendendola vero cinema d’autore.

Se dovessimo stilare una classifica tra i due film, quest’ultimo è quello più simile a noi ma ci ha intrigati di più il primo. A demain!

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