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TIFF 2013 come sopravvivere ad una indigestione di film

Toronto, stiamo per affrontare il sesto giorno di festival, sta per arrivare il tanto agognato giro di boa e a occhi esterni appariamo come dei sopravvissuti. Abbiamo superato il weekend con la sua marea di pellicole importanti e la relativa parata di stelle, ci siamo oramai abituati alla coreografica massa votante che, col sorriso sulle labbra, attende in fila per ore pur di vedere uno dei tanti film in anteprima e, a questo punto, abbiamo la certezza che non sia una buona idea arrivare da Venezia al TIFF.

© MaSeDomani.com

Le possibili reazioni dell’avventore sono di dover dominare una crisi di nervi oppure abbandonarsi a un eccessivo relax. La prima è tipica dell’uomo orgoglioso che vorrebbe riavvolgere il nastro del tempo per tornare in Laguna e rifare tutto come e meglio di qui, così da dimostrare al mondo non solo di vivere nel paese che ha dato i natali al padre dei festival del cinema, ma che ancora oggi è in grado di riservare un’accoglienza da reggia del Re Sole. La seconda invece è la risposta di chi non dovendo per una volta combattere per tutto (cartelle stampa comprese) si adatta, si lascia coccolare e arrivato a questo punto, inizia addirittura a lamentarsi dei tre (T R E) minuti di ritardo, dell’aria condizionata non abbastanza refrigerante e di qualsiasi altra imperfezione. Perché qui le parole d’ordine sono efficienza, lavoro, business e il rispetto per gli addetti ai lavori può toccare vette da svenimento, com’è capitato qualche giorno fa alla sottoscritta inseguita da un’addetta orgogliosa di aver trovato in un gremito IMAX un posto adatto ad una persona che soffre di mal d’auto, insomma una situazione da fantascienza!

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Rassicurati da questa sensazione di protezione ed efficienza, ci possiamo concentrare sulle tre migliori pellicole che portiamo con noi nella seconda parte della kermesse. Medaglia di bronzo a “Rush” film che è già sulla strada del Blockbuster grazie alla passione con cui narra una storia di cui abbiamo ricordo (quell’adrenalinico duello tra piloti finito a causa del testosterone in tragedia) e grazie a due protagonisti così convincenti da farci scordare di non essere di fronte ad un documentario.

L’argento lo diamo a John Turturro che con la sua dolce e magica commedia “Fading Gigolo” è riuscito a convincere Woody Allen a fare l’attore. Cast ridotto a una manciata di personaggi, ma talmente ben delineati da non farci avvertire la cosa. Degno di un teatro, solido, divertente e intelligente, ha sorpreso buona parte della sala. L’oro invece va inevitabilmente a “Dallas Buyers’ Club”, l’unica proiezione per cui abbiamo combattuto, cosa che peraltro rifaremmo domani, e di cui non ci pentiamo. Tratto da una storia vera, questo film molto probabilmente porterà i due interpreti (un intenso Matthew McConaughey trasfigurato dalla perdita di peso e un sorprendente Jared Leto) a difendere la loro candidatura all’Academy il prossimo anno.

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Ed è solo il giro di boa…. le stelle del firmamento che illuminano le notti sul lago Ontario sono, infatti, le uniche a poter competere con il numero di stelle del cinema che sfilano sull’affollato red carpet e che rendono quotidiani gli inconsapevoli spalla a spalla con loro. Tra poche ore ci attendono Ewan McGregor, Julia Roberts, Meryl Streep, Juliette Lewis, Guillaume Canet, Marion Cotillard, Paul Haggis, Liam Neeson, Olivia Wide, Mila Kunis, Adrien Brody e molti altri quindi, come ogni mattina, ci domandiamo quale sorpresa si stia celando anche oggi dietro l’angolo!

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