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AL CINEMA il documentario “Love, Marilyn”

Qualche mese fa, ospite del festival del film di Locarno, in una sala veniva proiettato un nuovo documentario su di lei, la divina, la donna per eccellenza, Marilyn Monroe, ma, pur curiosa, la mia preferenza è andata ad una pellicola del concorso internazionale. Il pensiero è stato che, a cinquant’anni dalla sua prematura morte, si sia detto tutto (e il contrario di tutto) e che l’ennesimo reportage sulla sua persona potesse essere apprezzato non per le nuove informazioni aggiunte bensì esclusivamente per il taglio e il montaggio scelto.

Aver saltato quell’appuntamento mi ha sempre lasciato una sorta di pulce nell’orecchio, come se mi fossi persa qualcosa. Sino a qualche giorno fa, quando ho ricevuto l’invito alla proiezione di un documentario su… Marilyn. Che gli astri mi stessero mandando un messaggio? Davvero c’era altro da dire sulla stella di Hollywood più brillante e inflazionata del ‘900? Evidentemente avevo bisogno di un ripasso! Ed è con questo spirito che ho visto il documentario “Love, Marilyn – I diari segreti”, di cui vi parlo oggi.

© George Barris-Andrew Weiss Gallery

L’illustre regista, candidata all’Oscar e vincitrice di un Emmy, Liz Garbus ha attinto realmente ai diari segreti, agli appunti, alle lettere inedite dell’attrice ed ha imboccato un sentiero diverso: ha ripercorso la vita di Norma Jeane Baker, in arte Marilyn Monroe, dando voce a tutti quegli scritti. Come? Ha scelto degli attori noti di oggi e ha detto loro di… leggerceli! Ed è così che ognuno, attingendo alla propria sensibilità, a voce alta, ha condiviso con noi alcuni passaggi di quegli appunti intimi come null’altro sino ad oggi attribuito alla diva. Incredibilmente, quindi, c’era ancora qualcosa di nuovo da raccontare e, soprattutto, interpretare.

Durante la proiezione, inaspettatamente, a tratti ci siamo sentiti fuori luogo, come se ci fossimo intrufolati nella sfera privata di una persona al pari di ospiti inattesi intenti ad aprire furtivamente porte non concesse agli estranei, perché sotto questa nuova luce anche Marilyn appare come una di noi: una donna, una persona fragile, attenta, sensibile e determinata a migliorarsi.

Anche in un periodo storico come il nostro, in cui la libertà di costumi ha raggiunto picchi inimmaginabili, le scelte e le confidenze della Monroe appaiono davvero moderne e molto lucide, soprattutto per una persona che sino a ieri ci avevano dipinto come debole, svalvolata e frivola. Beh, la signora aveva solo un difetto: era troppo avanti rispetto ai tempi, invidiatissima ieri come oggi e probabilmente anche domani. Perché, che ancora ai nostri giorni risulti la più cliccata del web, rimanga la più sognata e incarni l’emblema della femme fatale senza risentire del cambio di millennio, ha davvero dell’incredibile!

© John Vachon

Due ore che scorrono, anzi corrono, e s’addentrano nel suo animo insicuro prima, determinato dopo, fragilissimo alla fine. Un documentario diverso, per una volta privo di congetture in salsa gossip. E forse proprio per questo motivo ci provoca quell’inquietudine di fondo, come se ci fossimo spinti troppo oltre sbandierando il lato vulnerabile di una donna, cosa che se fosse capitata a noi ci avrebbe mortificate non poco.

Esame superato: il pubblico era attento e coinvolto al punto giusto. Personalmente però preferisco continuare a ricordarla avvolta da un’aura magica… segreto (forse) del suo eterno splendore.

Il documentario “Love, Marilyn” sarà nei The Space Cinema solo per tre giorni: il 30 settembre, l’1 e il 2 ottobre 2013. Dal 9 ottobre sarà disponibile in libreria nel formato DVD + libro (Collana Feltrinelli Real Cinema). 

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