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I segreti di Haruki Murakami

By |2016-02-29T23:49:27+00:00novembre 10, 2013|Lettura, Libri, Recensioni|

Sapevate che Murakami ha dato al gatto che dice (meravigliosamente) frasi senza senso in “Kafka sulla spiaggia” il nome di un critico-scrittore giapponese?

Vi era noto che Murakami, anche per sfuggire alla celebrità raggiunta nel paese del Sol Levante, prese lezioni di guida e patente a Roma?

Immaginavate che, come i suoi personaggi Saeki di “Kafka sulla spiaggia” e Tengo di “1Q84”, Murakami ha scritto per anni i suoi romanzi con una Mont Blanc, prima di convertirsi all’uso di un Mac?

A queste e a mille altre curiosità risponde “I segreti di Murakami”, bel libro di Teruhiko Tsuge edito in Italia da Vallardi. Non aspettatevi però un testo leggero e ricolmo esclusivamente di piccoli gossip: il volume é un vero e proprio saggio critico sulla formidabile opera narrativa del romanziere giapponese, di cui gli elementi biografici forniscono una delle molteplici chiavi di lettura.

Ed ecco che l’essere veramente schivo di Murakami, gli aneddoti sulla sua leggendaria capacità di evitare interviste o conferenze, non vengono proposte al lettore in chiave di pura curiosità ma sono utilizzate per introdurre una tematica – in questo caso quella della solitudine – particolarmente presente all’interno dei suoi romanzi.

È naturale che a rimanere impressi nella mente di chi legge siano piccoli episodi o pensieri che facciano per una volta sentire l’autore molto più vicino. La predilizione di Murakami per il regista David Linch, il suo essere vegetariano, l’elenco dei suoi libri preferiti (Chandler, Hemingway, Carver tra gli altri) aiutano nella comprensione dei suoi riferimenti culturali e dei suoi valori, ed aprono scenari assolutamente intriganti nella nostra esperienza di lettura.

Se siete fan di Murakami, una miniera di informazioni da non perdere.

Dici Alfonso e pensi alla sua amata Triestina, alla sua biblioteca (rigorosamente ordinata per case editrici) che cresce a vista d’occhio, alla Moleskine rossa sempre in mano e alla adorata Nikon con la quale cattura scorci di quotidianità, possibilmente tenendo il corpo macchina in bizzarre posizioni, che vengono premiati ma non pensiate di venirlo a sapere. Se non vi risponde al telefono probabilmente ha avuto uno dei tanti imprevisti che riuscirà a tramutare in un esilarante racconto di “Viva la sfiga!”. Perché lui ha ironia da vendere ed un vocabolario che va controcorrente in questo mondo dominato dagli sms e dagli acronimi indecifrabili. Decisamente il più polivalente di tutti noi dato che è… il nostro (e non solo) Blogger senior che con il suo alfonso76.com ha fatto entrare la blog-o-sfera nella nostra quotidianità.

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