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Roma 2013 s’infuoca per l’arrivo de La Ragazza di Fuoco

Alla fine il grande giorno è arrivato: il film “Hunger Games – La ragazza di Fuoco”, evento dell’8° edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, è stato proiettato ieri in anteprima difronte a un pubblico di affezionatissimi che non hanno mai avuto alcun tentennamento. Ore in fila per aggiudicarsi un biglietto, arrivo col canto del gallo in Auditorio e lunghissima attesa pur di vedere sfilare sul red carpet il cast e soprattutto lei, la giovanissima, talentuosa, sportivissima e premiata dall’Academy, Jennifer Lawrence.

Folla oceanica a parte, è un fatto: la saga nata dalla penna di Suzanne Collins è stata tradotta in 26 lingue e ha venduto milioni di copie ovunque, a riprova della grande empatia che i giovani riescono ad avere, prima di tutto, con i protagonisti. Storia di giovani eroi che riescono a risvegliare animi assopiti da troppo tempo, memento dell’esistenza del libero arbitrio, nuovi leader che danno speranza di poter creare e vivere (!) in un mondo migliore. Indubbiamente, in un periodo storico così buio come il nostro, mai libro fu più provvidenziale!

Sul grande schermo ripartiamo dal punto in cui eravamo rimasti: a casa di Kat la vita scorre tranquilla, gli amori crescono, i timori pure. Ad un anno di distanza dalla insperata vittoria agli Hunger Games, scopriamo insieme ai protagonisti cosa accada dietro le quinte di quello che prima di tutto è uno show televisivo per intrattenere (e tenere sotto controllo) le masse. Ma qualcosa è cambiato, la gente sta reagendo, e Kat che sino ad oggi non ne era a conoscenza si ritrova ad essere la pedina di un gioco ben più grande di lei.

Il film scorre veloce su un binario ben delineato senza mai deragliare, nonostante duri quasi tre ore, e il pubblico è talmente rapito da non volere vedere comparire la parola fine sullo schermo. Nonostante, infatti, il prodotto sia visibilmente per teenager, la storia ha un ritmo incalzante: dopo un dolce incipit che rispolvera in sordina i ricordi del passato, pone subito le basi di un’azione che inizia ancor prima di essere dentro l’immancabile spietata arena degli Hunger Games.

E questa fruibilità da parte di tutti, è solo uno dei punti di forza di una pellicola appassionante nonostante un plot prevedibile, ritmata da continue novità. Opera avvincente quindi, in cui i dettagli sono fondamentali; con una fotografia spesso livida che rispecchia il clima esterno e interno agli animi in lotta; con costumi (vere opere d’arte) rappresentativi dei distretti, delle differenze di classe, dell’umore di chi li indossa, grande supporto visivo ad una narrazione che già di suo non si perde mai in inutili e pompose digressioni.

Chiudiamo con un plauso al cast sempre più ricco e di altissimo livello, composto dai migliori attori delle diverse generazioni, amati da tutti e soprattutto di una bravura tale da riuscire a passare con nonchalance da un dramma strappalacrime (da nomination agli Oscar) a una divertissement come “Hunger Games” e regalarci comunque una sontuosa performance.

Voto finale: promosso! Film che travolgerà i giovani, intrigherà gli accompagnatori e la cui confezione strabilierà tutti.

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