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Storia di una fotografia: il No al racket delle estorsioni

Cara Valentina,
non puoi saperlo, ma questo sito ospita di tanto in tanto una “storia di una fotografia”. Il tema è semplice e insieme (credo) intrigante: analizzare una di quelle immagini che superano il tempo e lo spazio e diventano icone universali, e raccontarne la genesi, il contesto, qualche curiosità.

Ecco, io per chiudere il 2013 avrei deciso di utilizzare la foto di una saracinesca bruciata, accompagnata dalle tue parole. Spero di averne il permesso.

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E, cara Valentina, permettimi di raccontare a chi ancora non ha avuto la fortuna di conoscere questa Storia di che cosa si tratta.

Valentina è la figlia del titolare del negozio figlia della titolare del negozio “Porta d’oro arredamenti”. L’esercizio commerciale è stato dato alle fiamme ai primi di dicembre, e si è trattato ovviamente di un gesto intimidatorio compiuto da chi non poteva accettare che qualcuno opponesse uno squillante NO al racket delle estorsioni.

Ma i tuoi genitori, Valentina, sono due di quelle persone per cui ancora vale la pena rimanere in questa bellissima penisola circondata dal mare (e quanto è bello il tuo mare palermitano!) e drappeggiata dai monti. Due che ci ricordano che il coraggio non è un termine da utilizzare a sproposito o da utilizzare solo nei romanzi e nei film: è uno sguardo sul mondo, il più vero, quello accompagnato dai sentimenti di chi non ha avuto timore e non ha chinato la testa.

Io vi sono grato, Valentina: vi sono grato per aver ridipinto la preziosa porta che regala il nome al negozio, vi sono grato per aver riaperto prima di Natale, e vi sono grato per aver pubblicato su Facebook la foto della saracinesca e la tua frase: “Potete colpirci all’esterno, bruciarci, umiliarci, ma i nostri valori, le nostre passioni, la nostra anima non potete colpirla! Auguri di Buon Natale a tutti e specialmente a chi ha fatto questo»

Grazie Valentina, e che il vostro 2014 sia straordinario almeno quanto la tua famiglia.

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