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Al Teatro Leonardo di Milano un esilarante Giacomo Leopardi

Pomeriggio davanti al computer, una mail attira la vostra attenzione: oggetto “ll Leopardi come non ve l’ha mai raccontato nessuno”. La curiosità v’induce a controllare il mittente: è un teatro. Iniziate a pensare, cercate di ricordare ma, nonostante gli sforzi, alla fine rimanete convinti che Leopardi sia sinonimo di poesia, di genio ma anche di solitudine e soprattutto di dolore. Ma, allora, com’è divenuto oggetto di una rappresentazione che viene definita “ironica”?

Impossibile rinunciare a scoprire cosa celi lo spettacolo “Fuori Misura”, in scena al Teatro Leonardo dal 14 al 26 gennaio 2014. E al nostro arrivo non stupisce vedere la sala gremita di un pubblico vario come non mai: dalla signora impellicciata della Milano bene a intere classi di liceo. A questo punto, non stiamo davvero più nella pelle.

© Roberto Rognoni
© Roberto Rognoni

Sul palco buio solo un uomo con un faro puntato. È Andrea Robbiano che interpreta Andrea, un impiegato di call center che non sa rinunciare a cercare un contatto colto durante le brevi telefonate di servizio. Il ragazzo è uno dei tanti laureati che si adatta per sopravvivere alla crisi economica. Andrea un giorno riceve un telegramma per una supplenza in una scuola. La materia è la sua, l’oggetto del programma è il più ostico immaginabile: vita e opere di Giacomo Taldegardo Francesco di Sales Saverio Pietro… Leopardi! Tra mille tentennamenti e rovinose prove davanti allo specchio d’improbabili ingressi in classe (che ci provocano incontenibili risate), alla fine l’uomo prende coraggio e si presenta ai suoi studenti. Il successo del professor Roversi sarà sorprendente.

La rappresentazione a cui assistiamo non è ciò che ci aspettavamo, è decisamente meglio! La classe c’è davvero ed è quel pubblico in sala che viene reso partecipe durante tutta la sorprendente, brillante, intelligente, sobria ed estremamente divertente lezione. Esatto, assistiamo ad una lezione ed è coinvolgente molto più di molte altre che ci hanno impartito durante gli anni sui bianchi e, dalle reazioni viste, direi che per i giovanissimi sia stata una piacevole e istruttiva parentesi serale.

© Roberto Rognoni
© Roberto Rognoni

L’attore riesce, infatti, a travolgere i ragazzini presenti in sala (uno è finito addirittura sul palco!) facendoli ridere a crepapelle senza dimenticare alcun passaggio fondamentale della vita del poeta di Recanati. Partiamo dalla nascita nel 1798, da quel nome lungo e pesante per arrivare alla malattia e alla sua morte, molta quindi la solitudine narrata e le poesie recitate, ma il torpore rimane sempre lontano dalla sala grazie a scene impagabili in cui gli applausi spontanei non si sono risparmiati.

Lo spettacolo scritto da Valeria Cavalli è semplice e sobrio: Leopardi ce lo spiega davvero (e anche i ragazzi lo colgono), così come sono reali l’ironia e le continue sagaci battute. Robbiano dopo 24 ore in scena è già quasi afono, alla fine della rappresentazione è stanco ma carico grazie, forse, un pochino anche all’entusiasmo trasmesso dai presenti.

“Fuori Misura” vince su tutta la linea: intrattiene, insegna e, mentre volge al termine, riesce anche a mandarci un messaggio, legato proprio a quel titolo tanto curioso. Con pochi strumenti (uno sgabello, una lavagna, una scrivania e qualche libro “touch”), in poco più di un’ora, Robbiano ci ha mostrato i magici poteri del teatro.

© Roberto Rognoni
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