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I quadri di Hopper in fotografia

Molti di noi conoscono Edward Hopper ed apprezzano i suoi quadri: la capacità dell’artista americano di creare scene di purissima vita quotidiana che superano la pura rappresentazione e si tramutano in emozione non ha moltissimi eguali nella storia dell’arte moderna. E non è un caso scoprire come spesso siano differenti le interpretazioni che le persone attribuiscono alle sue opere: uno stesso dipinto viene letto come drammatico, nostalgico oppure sospeso in un tempo-luogo senza connotazioni ulteriori. Insomma, ogni sguardo lanciato ad un quadro di Hopper è un viaggio fatto in compagnia di un passeggero che non conosci, e che ti regalerà qualche brandello della sua Vita.

Richard Tuschman è un fotografo che ha avuto una idea meravigliosa: tradurre in fotografia l’arte di Hopper, compiendo un percorso in qualche misura inverso rispetto agli artisti del Realismo puro. E ci è riuscito, conservando pienamente le atmosfere e la magia delle più note opere pittoriche.

Il progetto, intitolato “Hopper Meditations”, ha comportato un lavoro di due anni in cui ogni singolo particolare rappresentato ha contribuito a ricreare quella atmosfera di intimità psicologica prima che fisica e di indagine della condizione umana.

Non si tratta di una pura operazione di – benché mirabile – copia dall’originale: le differenze si sostanziano nelle luci e nelle ombre, ideate con una drammaticità più sostanziale, che accentua ulteriormente la sensazione di scandaglio dell’animo umano. E funziona, altre 3 immagini per farvi vedere quanto funziona.

Sono debitore a MP per questa scoperta, mi sta decisamente allietando la serata! Grazie!

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Comment(1)

  • Alf76
    01/20/2014 at 19:06

    So che autocommentare i propri post è davvero triste, ma MP ci segnala che questa sera alle 21,10 su laeffe andrà in onda EDWARD HOPPER AND THE BLANK CANVAS, storia del dipinto NIGHTHAWKS e della sua portata simbolica per la cultura americana anni ’40!

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