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Il film Love Is Strange: storie d’amore

By | 2016-03-01T00:48:43+00:00 febbraio 14, 2014|Anteprima, Cinema, Festival, Recensioni Film|

Nel 2012 Ira Sachs e il suo “Keep the Lights On” hanno vinto un Teddy Awards proprio qui a Berlino e, oggi, sempre nella sezione Panorama, il regista torna con il suo novo film “Love is strange”. Con un super cast (John Lithgow, Alfred Molina, Marisa Tomei e molti altri volti noti), il film narra una storia senza tempo o barrire: l’amore da diverse angolazioni. Quello di una coppia che corona 39 anni di convivenza convolando a nozze, quello di una coppia di quarantenni in cui la passione si ė affievolita a favore delle reciproche carriere e quello tanto agognato (e non ancora trovato) di un adolescente introverso e spaesato che ha perso (o forse non ha mai trovato) l’orientamento.

Questo e molto altro avviene nella delicata commedia amara di Sachs in cui, per una serie di sfortune, Ben e George dopo il tanto agognato “SI” si ritrovano a vivere separati, soffrendone tremendamente e diventando testimoni involontari delle altrui crisi. Che la coppia sia gay poco importa, la storia narrata ė davvero universale e, a dimostrazione di ciò, il dettaglio si dimentica quasi subito. La fotografia della fragilità che l’amore instilla nell’essere umano a qualsiasi età e in qualsiasi situazione ė disarmante ma, essendo un soggetto abusato, ė anche il maggior problema della pellicola.

Alfred Molina e John Lithgow in "Love is strange" © Berlinale

Alfred Molina e John Lithgow in “Love is strange” © Berlinale

Sachs non drammatizza, è gentile in ogni dialogo, nella luce e nella fotografia, ma non si spinge mai abbastanza oltre (non mostra, per esempio, nelle battute mai del puro e irriverente sarcasmo o una sofferenza che ti entri sotto pelle), col risultato che l’eccessiva delicatezza porta il film nel terreno minato dell’anonimato (e facilmente dimenticabile). A ciò si aggiungono dei personaggi che sono mostrati/ analizzati solo superficialmente e delle inquadrature talvolta forzate, prolisse, che non danno alcun valore aggiunto all’insieme. Nell’insieme il prodotto ė carino, ma ai limiti dell’inutilità o, se preferite, dell’insufficienza.

Il film ė consigliato per un venerdì sera imbracciando il ferro da stiro e con continue interruzioni telefoniche, vedrete che il filo non lo perderete, così come non proverete grandi emozioni. Ė altresì perfetto per quegli incredibili romantici sempre a caccia di nuove storie emozionanti. E, in base ai vostri trascorsi, potreste anche venire toccati da qualche situazione udita o provata in prima persona. Per il resto, tutto ė già visto anche se, sia chiaro, è sopportabile e dignitosissimo.

Vissia Menza

Ennio Flaiano amava ricordare che “Il cinema è l’unica forma d’arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore rimane immobile.”, ed è Vissia ad accompagnarci con passione e sensibilità nelle mille sfaccettature di un’arte in movimento. Ma non solo. Una guida tout court, competente e preparata, amante della bellezza, che scrive con il cuore e trasforma le emozioni in parole. Dal cinema alla pittura, con un occhio vigile per il teatro e la letteratura, V. ci costringe, piacevolmente, a correre per ammirare un’ottima pellicola o una mostra imperdibile, uno spettacolo brillante o un buon libro. Lasciarsi trasportare nelle sue recensioni è davvero facile, perdersi una proiezione da lei consigliata dovrebbe essere proibito dal codice penale. Se qualcuno le chiede: ma tu da che parte stai? La sua risposta è una sola: “io sto con Spok, adoro l’Enterprise e sono fan di Star Trek”

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