//Storia di una fotografia: l’arte del fotomontaggio (nel 1925!)

Storia di una fotografia: l’arte del fotomontaggio (nel 1925!)

By | 2014-03-10T07:24:28+00:00 marzo 10, 2014|Fotografia|
Bernarr MacFadden, il protagonista della nostra storia

Bernarr MacFadden, il protagonista della nostra storia

La storia della fotografia di oggi ci fa viaggiare nel tempo e nello spazio: attraversiamo la tinozza oceanica fino agli Stati Uniti, ed indossiamo le cinture di sicurezza per infilarci in una macchina del tempo ed essere trasportati fino al 1925.

Il primo conflitto mondiale si era ormai spento da sette anni, ed il mondo si stava dirigendo ad ampie falcate verso la crisi economica del 1929, il sorgere dei regimi totalitari ed il nuovo bagno di sangue culminato nel 1945. Editorialmente, però, era un’epoca d’oro: negli States sorgevano giornali su giornali, le tirature continuavano ad aumentare così come l’interesse dei lettori, e naturalmente la fotografia aveva un ruolo di primissimo piano nella corsa alle notizie. Sebbene non si può potesse ancora parlare di paparazzi, i direttori delle testate facevano a gara per pubblicare in prima pagina i risultati del lavoro dei primi fotoreporter.

In questo contesto, immaginate quanto un divieto di ripresa potesse innervosire Bernarr MacFadden, direttore dell’Evening Graphic – un precursore delle moderne riviste scandalistiche – e sempre alla ricerca dello scatto giusto con cui superare la concorrenza. Era infatti in corso un processo per un caso scabroso di divorzio, ed il giudice che presiedeva l’udienza aveva vietato l’ingresso della stampa rendendo di fatto impossibile ogni documentazione fotografica dell’evento.

Tze, non crederete che MacFadden si sia arreso così facilmente! Sorge l’idea (oggettivamente quasi geniale) e scatta l’organizzazione: tutti i giornalisti della testata vengono convocati in redazione, si trova un’attrice, li si fa posare tutti insieme e poi si scatta. Poi, con quella che oggi chiameremmo post-produzione ma che ai tempi prevedeva un’abile sessione di forbici e colla, si cercano le foto dei VERI giurati in archivio e si incollano i loro volti su quelli delle comparse…

fotomontaggio_1925

Due i risultati: da una parte, il giornale superò dopo la pubblicazione le centomila copie vendute. Un vero record!
Dall’altra, alla redazione cominciarono a piovere lettere indignate: verrebbe da pensare, o forse da sperare, che si riferissero all’ignobile fotomontaggio, ma in realtà si concentrano decisamente di più sulla moralità di una immagine di donna seminuda scaraventata in prima pagina.

Ancora una volta, Photoshop prima di Photoshop: le odierne ritoccatine di rughe e imperfezioni epidermiche, a confronto, sono frutto di veri dilettanti!

Dici Alfonso e pensi alla sua amata Triestina, alla sua biblioteca (rigorosamente ordinata per case editrici) che cresce a vista d’occhio, alla Moleskine rossa sempre in mano e alla adorata Nikon con la quale cattura scorci di quotidianità, possibilmente tenendo il corpo macchina in bizzarre posizioni, che vengono premiati ma non pensiate di venirlo a sapere. Se non vi risponde al telefono probabilmente ha avuto uno dei tanti imprevisti che riuscirà a tramutare in un esilarante racconto di “Viva la sfiga!”. Perché lui ha ironia da vendere ed un vocabolario che va controcorrente in questo mondo dominato dagli sms e dagli acronimi indecifrabili. Decisamente il più polivalente di tutti noi dato che è… il nostro (e non solo) Blogger senior che con il suo alfonso76.com ha fatto entrare la blog-o-sfera nella nostra quotidianità.

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