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Film Noi 4: una fotografia gentile e attenta dell’era moderna

Noi 4 siamo una famiglia disfunzionale italiana. Noi 4 siamo il tipico focolare domestico di questo nuovo millennio. Noi 4 siamo tanto equilibrati quanto sgangherati. Noi 4 siamo persone che alternano dolci attenzioni a gesti carichi di rancore, perché Noi 4 siamo voi, una fotografia garbata e realistica di quello che capita dentro molte delle vostre case e siamo così reali che vi stupirete il giorno in cui ci incontrerete in un cinema della vostra città.

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Noi 4” è la seconda prova dietro la macchina da presa di Francesco Bruni, il regista di quel “Scialla!” che nel 2011 fu l’opera italiana più premiata e chiacchierata della stagione cinematografica. Di nuovo, anche oggi, il nostro uomo ha fatto centro: il suo film ci presenta personaggi che paiono rivolgersi direttamente a… noi del pubblico e nella loro normalità ci parlano, ci toccano, ci accompagnano sino a casa.

Con semplicità, narrando di gente comune, ma soprattutto rappresentandola in modo realistico, senza battute improbabili, evitando siparietti sopra le righe, o comportamenti da cabaret, Bruni ci porta di nuovo entro le mura domestiche di gente qualunque, tanto simile a noi da farci dimenticare la presenza di uno schermo. L’autore ci mette al loro fianco e ci fa vivere un condensato della nostra quotidianità. “Scialla!” mostrava un rapporto padre-figlio attuale e molto divertente, pur rimanendo sempre probabile; e oggi “Noi 4” allarga il campo, s’intrufola in una famiglia completa, con un padre inconcludente, una madre iper-attiva e maniaca del controllo, una figlia idealista e un figlio sulla soglia dell’adolescenza.

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I protagonisti, nell’arco di una sola giornata si sfioreranno, s’incroceranno di sfuggita, e talvolta s’incontreranno condividendo momenti unici, come la prova d’esame di terza media di Giacomo. Li seguiamo dall’alba al tramonto. Mamma Lara con le sue ansie e isterie, che dietro la maschera di donna forte cela una immensa e umana fragilità. Papà Ettore, scultore in crisi artistica, non affetto da sindrome di Peter Pan ma così irresponsabile da perdere opportunità di lavoro, dimenticare i figli a scuola e assecondare il suo spirito libero a discapito degli affetti. E  i due ragazzi: la ventenne Emma, aspirante attrice, al momento intenta a occupare un teatro, e il piccolo Giacomo (ma non chiamatelo così!) che sta per diventare grande ma temiamo sino all’ultimo che i suoi cari lo dimentichino.

Vedremo i quattro incontrarsi, appunto, ma anche scontrarsi, rimproverarsi e, alla fine, dimostrare l’immenso amore che provano. Emergeranno i sentimenti, in momenti e modi diversi, e tutti i pregi e i difetti di ciascuno, sino a quando l’umanità e il grande affetto che li lega affioreranno. Perché quando percorriamo un tratto di strada con altri creiamo un legame indissolubile con cui dovremo fare i conti ogni giorno.

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“Noi 4” non è l’ennesima commedia corale italiana con presentazione in prima persona dei protagonisti, parentesi (tragi)comiche, gare tra primedonne, o altri brutti vizi. Tutto è quieto, coerente, reale. Non c’è il classico scivolone nel genere comico o una regressione melodrammatica. Sino alle ultime battute regnano sobrietà, eleganza, ottima recitazione e ritmo.

Il film è un’opera seconda leggera ma non frivola, è una pellicola intelligentemente impegnata ma non noiosa, è una storia che per una volta non tocca il tema della crisi economica ma si limita a parlare di noi e di attualità senza essere banale o soporifera. Questo 2014 ci ha regalato prima “Smetto Quando Voglio” e oggi ci fa sorridere e meditare con “Noi 4” a testimonianza del fatto che il cinema italiano possa ancora regalarci emozioni.

Vissia Menza

 

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